MILANO (Reuters) – I giudici del cosiddetto processo Ruby, in cui l’ex premier Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile, sono entrati in camera di consiglio questa mattina alle 9,45 dopo che la difesa ha presentato due memorie.
La sentenza di primo grado potrebbe arrivare oggi, anche se al momento non sono state date indicazioni di massima su quando le giudici Giulia Turri (presidente), Carmen D’Elia e Orsola De Cristofaro leggeranno il verdetto, fra le scadenze giudiziarie dell’ex premier previste questo mese che potrebbero mettere seriamente a rischio il governo, nonostante le continue dichiarazioni rassicuranti fornite ai media.
In aula Berlusconi non è presente, mentre lo sono i suoi avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. L’accusa, che non ha fatto repliche, è rappresentata dal pm Antonio Sangermano e dal procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.
Lo scorso maggio il pm Ilda Boccassini, oggi non presente in aula perché in ferie previste da tempo, ha chiesto per l’ex presidente del Consiglio e leader del Pdl una condanna a 6 anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
La difesa, con Ghedini e Longo, ha chiesto che il Tribunale di Milano si dichiari incompetente, consideri i reati in questione ministeriali e quindi trasmetta gli atti al Tribunale dei Ministri, o in subordine dichiari la propria incompetenza territoriale a favore di Monza o, in subordine ancora, assolva Berlusconi perché i fatti non sussistono o perché non costituiscono reato.



