Le ruspe sono entrate in azione già da qualche giorno. Alla Montini, al quartiere Cep e in via Crispi. Due edifici dai quali sono passate generazioni di studenti e di insegnanti. Elementari e medie, della zona nord di Campobasso, migliaia di ragazzi si sono seduti in quei banchi e hanno vissuto in quelle storiche aule che ora non ci sono già più.
E’ il programma di edilizia scolastica, attuato dal Comune, che prevede proprio l’abbattimento degli edifici ritenuti insicuri e non a norma, per costruirne nuovi e più moderni. Soprattutto antisismici.
I progetti delle nuove scuole sono stati già approvati e la demolizione fa parte del programma di ricostruzione. Alla Montini e alla Crispi si aggiungerà a breve anche la D’Ovidio. Nella fase in cui verranno effettuati i lavori per ricostruire i nuovi edifici, gli alunni delle elementari e gli studenti delle medie di questi istituti saranno dirottati a Selva Piana. In quella che è nata come struttura fieristica, nel periodo Covid utilizzata anche come centro vaccinale, troveranno posto le aule.
La Giunta di Palazzo San Giorgio ha approvato il progetto di fattibilità tecnica e il piano economico per adeguare la cittadella dell’economia in scuola materna, elementare e media già ribattezzate ‘Scuola ponte’, proprio perchè soluzione provvisoria. Una scelta molto contrastata soprattutto dai genitori degli alunni, che hanno iscritto i loro figli nelle scuole dei quartieri di residenza e si troveranno a dover arrivare a Selva Piana, per accompagnarli a per riprenderli all’uscita.
Almeno due anni saranno necessari per consegnare le scuole rifatte alla città , che di edificio dedicato alla scuola ne conserva uno dei più belli di Campobasso.
Ma nella Casa della scuola i residenti, anche loro pro tempore, di palazzo San Giorgio hanno deciso di fare altro.



