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giovedì, Maggio 28, 2026

Il Questore Montaruli consegna l’Olio di Capaci ai tre Vescovi delle Diocesi della provincia di Campobasso

AttualitàIl Questore Montaruli consegna l'Olio di Capaci ai tre Vescovi delle Diocesi della provincia di Campobasso

In Questura a Campobasso, i Vescovi delle tre Diocesi della provincia, Giancarlo Bregantini, Arcivescovo della Diocesi di Campobasso – Bojano, Gianfranco De Luca Vescovo della Diocesi di Termoli – Larino e Claudio Palumbo, Vescovo della Diocesi di Trivento, alla presenza del Cappellano provinciale della Polizia di Stato Don Francesco Rinaldi, hanno ricevuto dal Questore Vito Montaruli un esemplare dell’olio prodotto dagli alberi di ulivo piantati nel luogo della strage di Capac, in cui persero la vita per mano mafiosa il Giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, e Vito Schifani.

L’olio frutto di quegli ulivi è ricavato dal Giardino della Memoria, in cui è stato piantato un albero di ulivo per ogni vittima innocente di mafia. Il Giardino è curato dall’Associazione “Quarto Savona Quindici”, presieduta da Tina Martinez Montinaro, moglie del capo scorta del Giudice Falcone ed è dedicato al ricordo di coloro che hanno sacrificato la propria vita per far risorgere non solo la Sicilia ma l’Italia intera dal male disseminato dalla mafia, anche attraverso le ben note stragi.

L’iniziativa, nata durante il periodo pasquale del 2022, dalla collaborazione tra l’Associazione “Quarto Savona Quindici”, la Questura di Palermo e l’Arcidiocesi di Palermo, ha interessato dapprima le Diocesi della Sicilia e quest’anno, anche grazie all’approvazione della Conferenza Episcopale Italiana, coinvolgerà tutte le Diocesi d’Italia. “L’olio di Capaci, simbolo di come che anche dalla morte possa rinascere l’amore – ha spiegato Montaruli – una volta benedetto, verrà aggiunto nell’ampolla del Sacro Crisma che sarà consacrata durante la Santa Messa del Giovedì Santo, per arrivare così in tutte le parrocchie italiane”.

“La Mafia si nutre di simbologia. La mafia uccide le persone, ma esiste anche la mafiosità che uccide le coscienze” ha spiegato l’Arcivescovo Bregantini parlando a nome anche degli altri vescovi presenti.
“Questa iniziativa è simbolica – ha continuato – ma si inserisce nel contesto del lavoro culturale da fare per estirpare il cancro mafioso, che deve andare di pari passo alla lotta delle forze dell’ordine, di polizia e della magistratura”.

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