Sostenitori, curiosi, iscritti e dirigenti di partito: riservata una calorosa accoglienza a Termoli per il candidato alla segreteria nazionale del Pd, Stefano Bonaccini.
“Non ne posso più di un partito democratico che viene dilaniato da risse e divisioni”, ha iniziato così il governatore dell’Emilia Romagna. Diretto, senza mezzi termini ha mosso critiche al governo ma anche qualche rimprovero al centrosinistra.
“E’ un errore clamoroso cancellare il reddito di cittadinanza ma va cambiato radicalmente, dare opportunità di lavoro – ha detto – è la prima forma di dignita”.
“Il salario minimo – ha bacchettato, poi, i suoi – andava fatto mentre governavamo”.
Diversi i saluti iniziali da esponenti di partito, spunti per un confronto. Temi nazionali e regionali: i problemi tra sanità, lavoro infrastrutture e calo demografico.
“Abbiamo bisogno di includere e non di escludere, ripartire dalla centralità dei territori. Possiamo ricostruire con te questo partito”, così la capogruppo in regione Micaela Fanelli si è rivolta a Bonaccini prima che il governatore, introdotto dal segretario Vittorino Facciolla, prendesse la parola.
Al governo addebita anche l’assenza di confronto: “La Meloni – ha detto – chiami gli enti locali e le parti sociali e discutiamo”.
Sulle alleanze di coalizione: “Ci riusciremo, va fanno fatte sui programmi”



