
Si inaspriscono ulteriormente i rapporti già tesi tra le opposizioni in Consiglio regionale e la dirigenza dell’Azienda sanitaria regionale. Alla base della ulteriore presa di posizione da parte di alcuni componenti dell’aula è la decisione dell’Ufficio di Presidenza di Palazzo D’Aimmo che ha riconosciuto la legittimità del sindacato ispettivo esercitato dai consiglieri regionali nei confronti dell’Asrem e il relativo diritto all’accesso agli atti. Nei mesi scorsi, invece, era stata la stessa Azienda Sanitaria a opporre il diniego nei confronti dei consiglieri Facciolla e Fontana a visitare con fini ispettivi l’ospedale San Timoteo di Termoli e, parallelamente, a negare l’accesso ad atti che, nello specifico, si riferivano ai casi di saturazione verificatisi nel reparto di Terapia Intensiva.
Semplificando: i consiglieri chiedevano di vederci chiaro in un momento carico di polemiche, dubbi e angosce e favorire la massima trasparenza in un periodo gravido di preoccupazioni quale è stato l’esplodere della seconda ondata della pandemia.
Davanti a tali richieste i vertici dell’Asrem, come afferma Facciolla in una nota, hanno sostenuto che lo Statuto regionale “non contempla alcun genere di sindacato ispettivo oltre a travalicare le funzioni attribuite dalla norma allo status di Consiglire regionale”.
Una posizione, quella dell’Azienda sanitaria, smentita adesso dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, unica autorità autorizzata a fornire una interpretazione autentica delle norme statutarie. Richiamando un’ampia giurisprudenza del Tar e del Consiglio di Stato, unitamente a provvedimenti analoghi di altri Uffici di Presidenza, Micone e gli altri componenti hanno stabilito la potestà ispettiva dei consiglieri regionali su tutto il sistema regione e quindi anche sull’Asrem che di tale sistema è parte.
Adesso, dice Facciolla, chiederemo la rimozione del direttore generale, Florenzano e lo faremo attraverso una mozione che verrà presentata nei prossimi giorni in consiglio regionale.



