
Il cittadino, che durante la prima ondata ha temuto per la sua salute, ora, perdurando l’epidemia, è confuso, stanco, sempre più “distratto” e meno osservante delle regole; più che informazioni, richiede segnali certi e non contraddittori.
Dal punto di vista medico-scientifico:
a) massimo plauso agli Operatori Sanitari direttamente coinvolti nell’affrontare la pandemia;
b) i virus mutano continuamente, con maggiori capacità diffusive, ma ciò non dovrebbe influire sull’efficacia del vaccino anti-COVID;
c) si segnala tra i contagiati un maggiore coinvolgimento di pazienti giovani, con quadri sintomatici più severi;
d) non sono ancora disponibili farmaci di sicura efficacia contro il SARS-CoV2;
e) i Rianimatori riferiscono maggiori complicanze trombo-emboliche tra i loro pazienti, con particolare coinvolgimento dei distretti cardiaco e cerebrale;
f) recenti studi attribuiscono all’immunità sviluppatasi nei soggetti contagiati da SARS-CoV2 una durata di circa 8 mesi. Questo dà speranza sull’efficacia del vaccino anti-COVID e spiega perché poche sono le reinfezioni nei già contagiati;
g) la pandemia ha evidenziato l’inefficienza del nostro apparato logistico-organizzativo, in particolare nell’ambito sanitario. Appare paradossale parlare di vaccino anti-COVID quando non abbiamo ancora completato e non completeremo la campagna vaccinale antinfluenzale;
h) il Vaccino anti-COVID è la forma più rapida, efficace ed economica per affrontare l’epidemia.
La vaccinazione anti-COVID protegge chi la esegue e, in modo indiretto, se la campagna vaccinale viene estesa a una ampia fascia della popolazione, anche i non vaccinati (per mancata aderenza, esaurimento scorte, non praticata per patologie concomitanti).
L’effetto della vaccinazione è massimo se praticata almeno nel 70% della popolazione, con lo scopo di raggiungere un’Immunità di Gregge.
I vantaggi di questa vaccinazione possono essere così riassunti: 1) prevenire la malattia COVID-19; 2) evitare morti, sofferenza psicologica e fisica tra i contagiati sintomatici (difficilmente comprensibile da coloro che non sono stati colpiti), paura e incertezze nella popolazione; 3) limitare l’accentuarsi della crisi economica, nel nostro Paese aggravata dall’epidemia ma non da essa indotta.
Misure più efficaci per contenere la pandemia riducono tutte queste problematiche.
Certi che tutti coopereremo a che la campagna vaccinale anti-COVID verrà condotta al meglio, non dobbiamo dimenticare che ancora per molto tempo saremo impegnati contro l’epidemia da SARS-CoV2, la quale continuerà a fare migliaia di morti. Sicuramente occorrono correttivi per evitare gli stessi errori delle prime fasi.
Oramai tutti sappiamo che la malattia COVID-19 si esprime in vari modi:
Su 100 contagiati:
– 60 sono asintomatici, che trasmettono il virus in modo occulto(da identificare e isolare)
– 40 sono sintomatici, di cui 35 lievi-moderati e 5-6 gravi
Mentre i contagiati sintomatici, in ogni caso, rimangono confinati a domicilio o in regime di ricovero, il principale impegno nel combattere l’epidemia sarà quello d’identificare e isolare, nel minor tempo possibile, il maggior numero di quel 60% di contagiati asintomatici, che, apparentemente sani, trasmettono il virus in forma occulta.
Per scovare il virus che si nasconde in soggetti che non mostrano segni della sua presenza, il miglior modo è quello di praticare in modo razionale screening ripetuti sulla popolazione, utilizzando le migliori metodiche diagnostiche disponibili, che sono: tampone molecolare e tampone antigenico rapido.
Per un’indagine di screening su piccole o ampie fasce di cittadini, meglio si presta il test antigenico, che rispetto al tampone molecolare è più economico, rapido e non richiede personale specializzato e apparecchiature sofisticate; lo scotto che il tampone antigenico paga per questi suoi vantaggi è la minore sensibilità rispetto al test molecolare, cosa peraltro accettabile in corso di pandemia, con un minimo rischio di falsi negativi.
I migliori risultati nell’identificare contagiati asintomatici con il tampone antigenico si ottengono:
1) evitando le false negatività da non corretta esecuzione del tampone naso-faringeo (per il prelievo del materiale biologico da sottoporre a esame), che andrebbe in ogni caso eseguito da personale qualificato e non necessariamente specializzato;
2) praticando il test due volte sullo stesso soggetto, con almeno sette giorni di intervallo tra il 1° e il 2° tampone.
Nel grafico, la curva illustra l’andamento della viremia: la carica virale, relativamente bassa nei primi giorni successivi al contagio (durante i quali il tampone, anche quello molecolare, può risultare falsamente negativo), aumenta progressivamente, per raggiungere il massimo durante la seconda/terza settimana (quando il tampone è massimamente attendibile).
E’ possibile che in un contagiato asintomatico il 1° e/o unico test venga eseguito durante la prima fase di malattia, quando la carica virale è talmente bassa da non poter essere rilevata, con conseguente falsa negatività dell’esame.
Se nello stesso soggetto si esegue un 2° test dopo circa una settimana, quasi certamente il contagiato asintomatico viene individuato.
Ipotizziamo di dover praticare tamponi su soggetti che dopo poche ore/giorni verranno assunti da un Presidio Ospedaliero o una comunità chiusa (RSA, carceri, ecc) e che alcuni di questi si trovino in una iniziale fase di contagio asintomatico; con alta probabilità il test risulterà falsamente negativo e i contagiati occulti nei giorni successivi saranno fonte d’infezione nell’ambito lavorativo. Questa purtroppo è una condizione di non raro riscontro.
Lo stesso vale per coloro che iniziano qualsiasi attività lavorativa o che provengono da altri Paesi e Regioni per turismo, lavoro, studio, ecc.
Si prende atto che sia il tampone molecolare che quello antigenico esprimono la situazione del momento e che, trattandosi di una patologia che diffonde prevalentemente per via aerea, tutto potrebbe cambiare in poche ore o giorni; lo screening con doppio test antigenico, razionale ed efficace, di più facile realizzazione in piccole comunità, in ambito scolastico, su operatori a rischio e particolari categorie professionali, potrebbe invece risultare non facile su fasce più o meno ampie di popolazione, per i suoi costi e le scarse capacità logistiche-organizzative, per le quali mancano ancora referenti accreditati.
Per quanto invece attiene al lockdown (blocco, isolamento), che ha lo scopo, come ultima ratio, di rafforzare le strategie già intraprese per contenere la pandemia (distanziamento, protezione individuale, individuazione dei contagiati sintomatici e asintomatici, ecc), ancor più se queste hanno sortito solo in parte i risultati sperati, è opportuno chiedersi:
a) è realmente efficace?
Sicuramente. Una settimana di lockdown durante la prima ondata epidemica ha ridotto l’indice dei contagi da 3 a 1;
b) quanto tempo deve durare e con quali modalità va realizzata?
La sua massima efficacia si realizza se attuato per due settimane, pari al periodo massimo di incubazione del virus SARS-CoV2. Anche se condizionato da fattori economici, gli effetti del lockdown vanno relazionati alla gravità di diffusione del contagio, ma sempre come supporto alle iniziative già intraprese per limitare la diffusione dell’epidemia, che non devono mai essere sospese. In tale prospettiva, il lockdown potrebbe risultare di valida efficacia anche se razionalmente attuato in modo intermittente, per brevi periodi, in fasi diverse dell’epidemia e in modo differente nelle diverse aree regionali.
Dott. Giuseppe Berardi
Preso atto che:
1) nonostante la prevista vaccinazione anti-COVID19, l’epidemia da SARS-CoV2 continuerà a fare le sue vittime per almeno tutto l’anno in corso;
2) si ravvede la necessità di individuare nel minor tempo possibile il maggior numero di soggetti contagiati da SARS-CoV2;
3) il tampone antigenico, per le note scientifiche anzidette, rappresenta la migliore metodica diagnostica per lo screening anti – COVID19;
4) il doppio tampone antigenico, con distanza temporale di circa sette giorni tra il 1° e il 2° test, garantisce una sicurezza diagnostica maggiore;
5) lo screening menzionato, pur individuando con alta probabilità i soggetti contagiati tra la popolazione solo “al momento della sua realizzazione”, non garantisce la successiva possibile comparsa di nuovi contagiati, non potendo limitare la libera circolazione del cittadino da un comune a un altro;
6) la comunità del comune di Duronia, con senso di responsabilità collettiva in un momento di difficoltà, oltre a tutelare la salute dei suoi cittadini, vuol contribuire in modo costruttivo a sostenere ogni iniziativa volta a contenere il contagio da SARS-CoV2, senza gravare sull’economia nazionale, regionale e comunale, trasformando un momento di disagio, incertezza e smarrimento in una occasione di unione;
SI CONDIVIDE QUANTO SEGUE
L’Amministrazione Comunale di Duronia, la sua Comunità Religiosa, le Associazioni di Volontariato e le Strutture Socio-Sanitarie presenti sul territorio, si attivano nella campagna “Duronia COVID free” promuovendo per tutti i residenti e domiciliati, nei giorni 9 gennaio e 16 gennaio 2021, un doppio test con tampone antigenico rapido, richiedendo un minimo contributo economico a coloro che si sottoporranno all’indagine diagnostica.
Responsabile medico sarà il dott. Giuseppe Berardi.
I risultati dello screening verranno integralmente trasmessi alla Direzione Generale della Salute Regione Molise e al Servizio di Igiene Pubblica dell’ASReM.
Promotori e responsabili dell’iniziativa
D’Amico Michelino Don Gino D’Ovidio Petracca Mario
D’Amico Pietro Manzo Domenico
De Vincenzo Raimondo Manzo Mauro



