E una rottura su tutta la linea quella tra il presidente della Regione, Donato Toma, sindacati, associazioni di categoria e datoriali. In un documento articolato, queste ultime avevano lamentato un difetto di concertazione e partecipazione nella fase di programmazione delle politiche regionali. Nello specifico, il partenariato sociale aveva contestato la prassi di convocazioni a valle di una programmazione già definita dalla regione. Una condizione che, sempre le forze del partenariato, avevano giudicata irriguardosa del ruolo di rappresentanza di cui sono titolari.
Toma, dal suo canto, aveva replicato contestando in radice il tema della mancata convocazione, sostenendo l’esatto contrario. Le parti, ha detto, sono state regolarmente convocate e in più occasioni. Diciassette, per l’esattezza, ha detto, durante l’anno in corso. Da parte del governatore è arrivata anche la disponibilità ad un incontro chiarificatore delle posizioni. Ed è su questo punto che i rapporti hanno subito una brsuca rottura. Alla nuova convocazione del governatore, i sindacati hanno risposto picche. Motivo della rottura, l’impostazione della convocazione. Da parte del governatore c’è stato un contingentamento dei tempi: 5 minuti per ogni organizzazione. Impostazione giudicata “offensiva e sconcertante, da sindacati e associazioni che, in una nota successiva nota, hanno fatto sapere a Toma che non avrebbero partecipato ad alcuna riunione. Nella circostanza il partenariato sociale ha declinato l’invito a partecipare a incontri giudicati “improvvisati e superficiali”.
Non le faremo il suo prezioso tempo, hanno scritto con una punta di sarcasmo. Gelida la risposta di Toma: non replico alle polemiche, ha detto; rispondo con i fatti:nei giorni scorsi abbiamo deliberato di riaprire avvisi pubblici per 24 milioni di euro destinati alle piccole e medie imprese per fare fronte ai danni causati dalla pandemia in corso.


