“Non possiamo perdere tempo”. Da Parigi, Antonio Filosa lancia un appello diretto all’Europa: servono decisioni rapide per difendere la competitività dell’industria automobilistica. L’ad di Stellantis, insieme ai vertici di Renault e Volkswagen, chiede a Bruxelles di accelerare sulle regole per le emissioni di CO2 e sul Made in Europe, superando le divisioni politiche.
“Siamo d’accordo sul 90% delle questioni”, sottolinea Filosa, mostrando apprezzamento per l’intesa tra Francia e Germania. Ora, secondo il manager, occorre trovare compromessi e approvare le normative, garantendo ai costruttori certezze per programmare investimenti e produzione. La sfida è affrontare la concorrenza cinese senza compromettere la transizione ecologica e la sostenibilità economica delle fabbriche europee.
Un confronto che riguarda da vicino anche Termoli, dove il futuro dello stabilimento Stellantis resta legato alla necessità di nuove prospettive industriali. Dopo lo stop alla Gigafactory, sindacati e lavoratori chiedono nuove motorizzazioni, maggiori produzioni e la possibilità di sviluppare batterie e componentistica per l’elettrico.
Proprio nelle ultime ore, Abruzzo e Molise hanno unito le forze chiedendo al Governo il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa, accompagnato da un piano di riconversione e riqualificazione. Una richiesta che fotografa la gravità della situazione: secondo le stime riportate nel dibattito regionale, il comparto ha perso circa 1.200 posti di lavoro.
Intanto, a Termoli si attende e si spera. Perché alle parole sulla competitività europea devono seguire investimenti, nuove produzioni e garanzie occupazionali. E il tempo, come ricorda Filosa, non è più una risorsa da sprecare.



