In IV Commissione indagine conoscitiva su diritti infanzia e adolescenza

AttualitàIn IV Commissione indagine conoscitiva su diritti infanzia e adolescenza

Riceviamo e pubblichiamo la nota della Consigliera regionale del Pd Alessandra Salvatore sulla IV Commissione , dove è partita l’indagine conoscitiva sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

È partita lunedì 12 ottobre, in IV Commissione consiliare, l’indagine conoscitiva, di studio e di programmazione per la tutela e la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Molise.

“Un percorso che ho chiesto di avviare per mettere al centro dell’agenda politica regionale i bisogni, i diritti e il futuro delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi che vivono nelle nostre comunità”.

La prima seduta, caratterizzata da un’ampia e qualificata partecipazione, ha rappresentato un importante momento di confronto con le istituzioni, il mondo delle professioni e le realtà che ogni giorno lavorano accanto ai minori e alle loro famiglie. Un patrimonio di competenze ed esperienze che potrà contribuire a individuare le priorità, costruire risposte più efficaci e orientare le risorse verso interventi capaci di incidere concretamente sulla vita dei più giovani.

“L’obiettivo – dichiara la capogruppo del Pd Alessandra Salvatore – è costruire una Regione davvero a misura di bambini e ragazzi. Non possiamo limitarci a riconoscere formalmente i loro diritti: dobbiamo creare le condizioni perché siano effettivamente esigibili, in ogni territorio e indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali della famiglia in cui si nasce. Per farlo occorre partire dai dati, ascoltare chi opera sul campo e tradurre le criticità in scelte politiche, servizi e risorse”.

Il quadro delineato dall’ultimo Rapporto del Gruppo CRC (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), già analizzato l’11 giugno 2025 nel corso della tavola rotonda organizzata dalla sezione campobassana dell’associazione Cammino, restituisce per il Molise una situazione preoccupante.

Il dato più allarmante riguarda la povertà materiale: il 42,1% dei minori molisani vive in condizioni di povertà relativa. Una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale, indicata nello stesso Rapporto al 22,2%.

“Dietro questi numeri ci sono bambini e adolescenti che rischiano di avere meno opportunità, maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi e minori possibilità di costruire il proprio futuro.
Alla povertà economica si accompagna quella educativa: non basta che ragazze e ragazzi abbiano accesso a Internet e agli strumenti digitali se non possono contare sulle stesse opportunità di apprendimento, socializzazione, sport, cultura e crescita personale dei loro coetanei. La disponibilità di una connessione, infatti, non sostituisce la presenza di servizi educativi, spazi di aggregazione e occasioni di partecipazione”.

Altrettanto significativi sono i dati relativi alla salute.

In Molise il 21,6% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni risulta in sovrappeso, a fronte di una media nazionale del 19%. Tra i ragazzi dai 14 ai 19 anni, il tasso di abitudine al fumo raggiunge l’11,9%, contro il 9,1% nazionale, mentre il 26,4% presenta un consumo abituale di alcolici associato a un rischio di dipendenza, rispetto al 21,5% della media italiana.

Preoccupa, inoltre, la quota ridotta di minori sulla popolazione regionale, pari al 13,2%, e gli indicatori richiamati nel documento relativi alla speranza di vita alla nascita e alla mortalità infantile e neonatale, che segnalano ulteriori elementi di fragilità.

“Il problema – prosegue Salvatore – non è soltanto la gravità dei singoli indicatori, ma il fatto che proprio dove i bisogni sono più forti la rete dei servizi rischia di essere più debole. È un paradosso che dobbiamo superare: la condizione economica di una famiglia non può determinare le opportunità di crescita, di cura e di inclusione dei suoi figli”.

L’indagine conoscitiva dovrà consentire di approfondire le criticità, verificare i bisogni dei diversi territori e individuare le risorse necessarie per una programmazione regionale organica.

Tra le priorità indicate figurano:

– Rafforzamento e specializzazione dei servizi sociali dedicati ai minori e sostegno psicologico alle famiglie.
– Prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori, tramite il consolidamento dei servizi di educativa domiciliare.
– Risposte adeguate ai minori con disabilità, tramite il rafforzamento dei servizi scolastici e la riproposizione di esperienze come il progetto Babyxitter.
– Poten­ziamento, su tutto il territorio regionale della neuropsichiatria infantile e dei servizi sanitari dedicati ai minori.
– Prevenzione delle violenze e del disagio psicologico, tramite percorsi strutturati di educazione alle relazioni e all’empatia nelle scuole.
– Contrasto della povertà educativa e della esclusione sociale, attraverso attività culturali, artistiche, sportive e ricreative accessibili a bambini e adolescenti in tutti i Comuni molisani.
– Tutela e inclusione dei minori stranieri non accompagnati, attraverso il potenziamento dei servizi di mediazione interculturale ed il costante monitoraggio sulla qualità dell’accoglienza nelle strutture.
– Risorse ad hoc per i Comuni, che spesso affrontano costi di collocamenti in struttura (quando l’allontanamento dalla famiglia si renda necessario per tutelare il minore) che sono incompatibili con le disponibilità di Bilancio.

Un passaggio fondamentale sarà, oltre alla costruzione di un sistema organico di raccolta e aggiornamento dei dati sull’infanzia e sull’adolescenza, la creazione di un tavolo di coordinamento permanente, che coinvolga istituzioni scolastiche, autorità giudiziarie, forze dell’ordine, ordini professionali, servizi sanitari ed enti locali, terzo settore, per un confronto costruttivo analogo a quello cui si è assistito ieri.

In sede di audizione si sono confrontati: la presidente del Tribunale per i minorenni, dottoressa Mancini; il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Campobasso, rappresentato dall’avvocato Romeo Trotta, anche per l’Avvocatura distrettuale; la direttrice dell’USSM, dottoressa Calvanese; l’Ordine degli Psicologi del Molise, con la dottoressa Praitano; la Garante regionale dei diritti della persona, avvocata Spadafora; l’Ufficio scolastico regionale; il Comune di Campobasso, con l’assessore Marcheggiani; il Comune di Isernia, con l’assessora Perpetua; l’associazione Cammino – Sezione Molise, con l’avvocata Varriano; l’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento del Molise, con il professor Colombo e la dottoressa Di Soccio; Unicef Molise, con la presidente dottoressa Elvira Battista; la cooperativa Koinè, con la presidente Ana Matalika; la cooperativa Piccolo Principe; la cooperativa Sirio e l’associazione Dalla parte degli ultimi.

“Ringrazio tutte le persone e le realtà che hanno partecipato a questo primo momento di confronto – conclude Alessandra Salvatore –. La presenza di competenze così diverse dimostra quanto sia necessario affrontare il tema in maniera integrata, superando frammentazioni ed interventi episodici, e soprattutto, investendo risorse.

Una Regione che investe sull’infanzia investe sul proprio futuro. Il nostro obiettivo è fare in modo che ogni bambina e ogni bambino, ogni ragazza e ogni ragazzo che vive in Molise possa crescere in un ambiente sicuro, trovare servizi adeguati e avere reali opportunità di apprendere, partecipare, sviluppare i propri talenti e realizzare le proprie aspirazioni. Perché i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza non possono dipendere dal Comune in cui si vive o dalle possibilità economiche della propria famiglia”.

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