Giocare bene non basta. E dopo otto giornate il Campobasso comincia probabilmente a rendersene conto. Perché se al termine di una partita ci si ritrova ancora una volta a parlare delle occasioni fallite e dei punti che avrebbero potuto essere, allora la recriminazione rischia lentamente di trasformarsi in un limite. Contro la Torres i Lupi hanno costruito soprattutto nel primo tempo una quantità di occasioni difficilmente riscontrabile nell’arco di una sola partita. Prado si è presentato più volte davanti al portiere avversario, fallendo anche un comodo colpo di testa; Bifulco ha avuto a sua volta l’opportunità per ritrovare quel gol che continua a mancare. Alla fine, nonostante una superiorità evidente, all’intervallo il vantaggio era soltanto quello firmato da Corbo. Ed è qui che la partita cambia volto. Nella ripresa il Campobasso cala, la Torres cresce e al 66′ trova anche con una componente di sfortuna per i rossoblù il pareggio su autorete. Ma probabilmente l’aspetto sul quale riflettere maggiormente arriva dopo. Dal gol dell’1-1 in avanti il Campobasso non riesce più a riprendersi la partita. E questo apre anche una riflessione sulla capacità di incidere a gara in corso. Mangia ha dimostrato finora di saper preparare bene le partite e la squadra spesso approccia le gare nella maniera giusta. Quando però cambia l’inerzia dell’incontro, i rossoblù sembrano incontrare maggiori difficoltà nel trovare nuove soluzioni. Anche contro la Torres le sostituzioni non hanno prodotto l’effetto sperato. Le uscite di elementi tecnicamente importanti come Stoppa e Bifulco hanno lasciato qualche interrogativo, mentre alcuni degli uomini arrivati nell’ultimo giorno di mercato, da Leonardi a Galeandro fino a Maisto, sembrano avere ancora bisogno di tempo per inserirsi completamente nei meccanismi della squadra.

Il risultato è un Campobasso che continua a lasciare per strada punti pesanti. Una sola vittoria nelle prime quattro partite al Molinari è poco, soprattutto considerando quanto prodotto. Contro Pineto e Torres sono sfumati quattro punti che avrebbero proiettato i rossoblù da soli al terzo posto. Ed è forse proprio questo il paradosso dell’avvio di stagione: il Campobasso ha già dimostrato di poter competere con le squadre della parte alta della classifica. Adesso deve imparare a raccogliere quanto merita. La squadra non deve dimostrare di saper giocare bene. Lo ha già fatto. Deve imparare a vincere con maggiore continuità le partite che gioca meglio degli avversari, questo è lo step per giocare un campionato di primo livello.
Davanti, intanto, lo Spezia sta facendo un campionato a parte (miglior squadra della C al momento): sette vittorie e un pareggio, 22 punti e già cinque lunghezze di vantaggio sul Ravenna. Alle spalle la classifica è cortissima, con il Grosseto tra le grandi sorprese di questo avvio e diverse squadre racchiuse nella lotta per le posizioni importanti. Dal girone, infine, un’altra notizia di giornata: cambio in panchina al Gubbio. Esonerato Di Carlo, la società umbra ha scelto Piero Braglia, che esordirà domenica proprio sul difficile campo dello Spezia.



