Dopo 13 lunghi anni si chiude la vertenza Gam. Il Ministero del Lavoro ha comunicato infatti alla Regione la cessazione dell’azienda. Per i 125 ex dipendenti in cassa integrazione la notizia è arrivata come un macigno. Inaspettata se non del tutto, almeno nella tempistica, considerato che è in corso un’interlocuzione con Amadori, che, nelle scorse settimane, ha manifestato al Ministro del Made in Italy Urso, la volontà di capire se ci sono le condizioni per mettere in campo un progetto di rilancio dell’azienda bojanese chiusa dal 2013. Le parti, istituzioni, sindacati e società, che alleva polli anche in Molise, si sono aggiornate a febbraio per avere un quadro più chiaro e qualcosa di più concreto in mano. In sostanza, gli ex lavoratori Gam saranno in cassa integrazione fino al 28 dicembre, poi: stop. Sono licenziati, dopo il ritorno in Solagrital. Come ci hanno riferito rappresentanti sindacali aziendali, speravano di rimanere agganciati agli ammortizzatori sociali fino a febbraio, per capire se con Amadori, in caso di progetto concreto, ci saranno spiragli almeno per i più giovani, aspettando lo scivolo pensionistico per i più anziani e vicini alla pensione. Negli ultimi anni molti di loro hanno seguito corsi regionali, fatto quanto previsto nelle more della Cassa integrazione. Ora i sindacati hanno chiesto un incontro urgente alla Regione e attendono di essere convocati. Sono previste assemblee anche nella prossima settimana. Vogliono capire bene, con gli ex lavoratori, cosa li aspetta, perché più volte hanno sentito e da più parti la frase “Garantire la tutela dei livelli occupazionali”. In realtà, come stanno ora le cose, gli ex dipendenti sarebbero fuori da eventuali progetti di rilancio, nel senso che nessun imprenditore sarebbe tenuto a considerarli per un eventuale reimpiego.



