Non figura la città di Termoli tra le sette finaliste della “Capitale Italiana del Libro” 2026. La città adriatica, con il contributo del Comune di Macchiagodena, ha creato un nuovo progetto basato sul dossier che ha avuto come spunto “Un filo invisibile che unisce il blu dell’Adriatico al cuore della montagna”.
Una iniziativa che aveva unito due realtà uguali e diverse all’insegna della lettura dei libri. Per l’occasione era stato realizzato anche un video illustrativo e una serie di iniziative per rafforzare il progetto ma il MIC (Ministero della Cultura) ha voluto ammettere in finale le città di Chiaromonte, Iglesias, Monreale, Nuoro, Pomigliano d’Arco, Teramo e Treviso. Le finaliste saranno audite il 29 e 30 settembre a Roma per illustrare nuovamente i dossier e alla vincitrice sarà assegnato un contributo di 500mila euro da investire in eventi, acquisto di libri e interventi strutturali per la promozione della lettura.
Il Sindaco di Termoli Nicola Balice e il vicesindaco assessore a Cultura e Turismo Michele Barile, appreso il verdetto, hanno inteso ringraziare il Comune di Macchiagodena che si era unito alla città di Termoli per la promozione culturale del territorio all’insegna della lettura e tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita dell’iniziativa che ha portato la città di Termoli, Macchiagodena e il Molise a concorrere con altri centri italiani che adesso si contenderanno il titolo di “Capitale Italiana del Libro” 2027.
“Grazie – ha spiegato il vicesindaco Michele Barile che ha coordinato il progetto – a tutti coloro che hanno lavorato con passione alla stesura del dossier, ma soprattutto per aver creduto in questo progetto. Non abbiamo raggiunto l’obbiettivo, ma sicuramente quest’esperienza resta un valido esercizio di collaborazione che fornisce solide basi per riproporci nel bando Capitale Italiana del libro previsto per il 2027”.



