Da Grado a Lecce, da Ventimiglia a Reggio Calabria. Migliaia di chilometri di coste che Goletta Verde, la barca di Legambiente, ha messo sotto la lente di ingrandimento per verificare le condizioni di balneabilità e il livello di inquinamento del mare.
Quest’anno, per festeggiare 40 anni di attività, a Goletta Verde si è affiancata una seconda barca, Catholica. I campionamenti, 263, si sono svolti su oltre 7500 chilometri di costa: di cui il 53% a mare e il 47% nei punti critici delle foci di fiumi e canali – il 66% è risultato entro i limiti di legge, mentre il 34% è risultato oltre i limiti, con un 25% fortemente inquinato e il 9% inquinato.
In pratica, un punto oltre i limiti ogni 84 km di costa. I problemi maggiori persistono alle foci, su 123 foci analizzate il 54% dei punti monitorati sono risultati inquinati o fortemente inquinati. Non è un risultato del tutto negativo, ma il trend, dicono gli ambientalisti, preoccupa perchè quello di quest’anno è il peggiore degli ultimi 7.
A rendere la situazione più complicata sono soprattutto le città popolose che sono sul mare o che comunque scaricano nei fiumi le acque reflue.
Da Legambiente è partito un sollecito al governo
Quello di ripulire i fiumi maggiori e di renderli navigabili, come è accaduto per la Senna, in occasione delle Olimpiadi e dei Campionati europei di nuovo, ha sottolineato il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.
Ovviamente anche sui 35 chilometri di costa molisana sono stati rilevati punti critici, per lo più in prossimità delle foci di Biferno, Saccione e Trigno. Condizioni non particolarmente preoccupanti ma che rientrano in un andamento la cui rotta deve essere invertita.
A cominciare dal corso del Biferno, un tempo torrente impetuoso ma soprattutto pulito, che può e deve essere riconsiderato anche in chiave turistica, insieme al Lago di Guardialfiera.



