Il TAR Molise blocca, almeno per il momento, la chiusura del Punto Nascita dell’ospedale “Ferdinando Veneziale” di Isernia.
Con un decreto firmato il 15 luglio dal presidente del Tribunale amministrativo regionale, Orazio Ciliberti, è stata infatti accolta la richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Isernia, insieme alla Provincia di Isernia e ai Comuni di Venafro e Sesto Campano, assistiti dagli avvocati Michele Lioi e Stefano Viti.
Il provvedimento sospende l’efficacia della decisione che prevedeva la chiusura del reparto, inserita nel Programma Operativo 2026-2028 della struttura commissariale. Nel ricorso, notificato lo scorso 3 luglio, gli enti ricorrenti avevano contestato la legittimità del provvedimento, evidenziando anche i possibili rischi per la salute delle partorienti e dei neonati, rischi che il TAR ha ritenuto meritevoli di tutela. Nel decreto si sottolinea infatti come la chiusura del Punto Nascita potrebbe comportare conseguenze per le donne, soprattutto nei casi di gravidanze a rischio, parti prematuri o altre emergenze ostetriche, nelle quali la tempestività dell’accesso alle cure specialistiche può risultare determinante. La discussione collegiale sulla richiesta cautelare è stata fissata per il prossimo 2 settembre.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che parla dell’ennesima decisione della magistratura amministrativa a tutela della sanità pubblica molisana. Il primo cittadino critica la gestione della vicenda, sostenendo che un confronto serio con i territori avrebbe potuto evitare il ricorso al TAR. Per Castrataro, questa pronuncia rappresenta il segnale del fallimento di un sistema che continua ad assumere decisioni dall’alto, senza un reale coinvolgimento delle comunità locali.



