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sabato, Luglio 4, 2026

Imprenditore scomparso, uomo d’affari di Campobasso accusato di omicidio

AperturaImprenditore scomparso, uomo d'affari di Campobasso accusato di omicidio

Si chiama Pasquale Lamberti, 70 anni, è un imprenditore di Besate, in provincia di Milano. Le sue tracce si sono perse esattamente 5 anni fa, era il 3 luglio del 2021. L’uomo è svanito nel nulla, ma ora l’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Milano, è ad una svolta: sarebbe stato fatto sparire e ucciso. Tra le tre persone accusate del delitto c’è anche un uomo d’affari di Campobasso, Claudio Mancini. Con il molisano coinvolte anche due persone residenti nel Pavese, Renato Mandaglio, imbianchino 59enne, e la sua compagna Emanuela Calvi. Secondo le ipotesi degli investigatori la coppia avrebbe commesso il delitto e fatto sparire il cadavere, Mancini sarebbe invece il mandante. Quest’ultimo è in carcere da un anno per bancarotta fraudolenta e altri reati tributari. Il gruppo avrebbe agito insieme ad alcuni esponenti del clan dei Bruzzaniti affiliato alla ndrangheta. Il contatto tra Mancini e Mandaglio sarebbe nato, secondo gli inquirenti, dopo che il primo aveva affidato un lavoro all’imbianchino. L’elemento chiave delle indagini è un messaggio che Lamberti aveva scritto e che il figlio ha trovato proprio il giorno della sparizione. Il testo è stato mostrato dalla trasmissione Le Iene che in passato si è più volte occupata della vicenda. Nel messaggio l’imprenditore avvertiva che se qualcuno lo avesse letto, significava che lui non era più tornato a casa, e allegava un elenco delle persone che riteneva responsabili di quanto gli stava accadendo. Tra queste anche il molisano Mancini. Secondo la ricostruzione della Procura, Lamberti aveva conosciuto Mancini e si era lasciato convincere a investire 2 milioni e mezzo di euro in una società di Praga, promettendo rendimenti del 60% all’anno. I soldi sarebbero spariti, e la sua azienda, la holding Cadel, gli sarebbe stata sottratta con una vendita fittizia a una finanziaria svizzera. Prima di perdere il controllo della società, Mancini l’avrebbe usata per acquistarsi una villa a Solaro e una casa a Porto Recanati. Lamberti, deciso a denunciare pubblicamente il raggiro, avrebbe dichiarato ai familiari di essere pronto a far incarcerare tutti i responsabili se avesse parlato, una determinazione che, secondo gli inquirenti, ne avrebbe segnato il destino portando all’omicidio.

 

 

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