Quinto tassello nel puzzle rossoblù che verrà in casa degli EnergyTime Spike Devils Campobasso, che aggiungono una nuova risorsa al centro. Si tratta del ventitreenne bresciano Filippo Facchi che, in carriera, ha già un’esperienza in A3: quella della stagione 2021/22 a Macerata.
Posto tre dalle caratteristiche ben precise («Attacco o muro? Il secondo è il mio fondamentale d’elezione»), il giocatore lombardo arriva dalla cadetteria e da un percorso che, nelle ultime annate, lo ha portato a frequentare, principalmente, club emiliano-romagnoli (San Marino) oppure marchigiani (Porto Potenza Picena).
«Allontanarmi da casa non mi pesa minimamente – spiega il diretto interessato – anzi. Sono felice ed affronto questa nuova esperienza con tanto entusiasmo».
Il perché è presto detto ed è legato alla presenza in panchina di un tecnico come Giuseppe Bua. «So che è un allenatore che ama tanto lavorare con i giovani e a maggior ragione, per me, sarà occasione di apprendimento di tanti ‘trucchi del mestiere’ occupando lui, da giocatore, il mio stesso ruolo. L’ho vissuto con forza anche nella mia esperienza a San Severino Marche (dov’era allenato da Pasquali, ndr), un torneo in cui l’interazione col trainer mi ha permesso di apprendere tante dritte che ancora mi porto dietro e sono certo che a Campobasso potrò crescere ulteriormente».
Sulla tipologia di muro preferito non ha dubbi: «Quello ad opzione, ma ancora meglio ‘a sangue’ quando intuisci non solo chi riceverà la palla, ma anche vai a posizionarti sulla traiettoria effettiva. Indubbiamente saper leggere le situazioni e lavorare sul gioco del regista avversario è importante, ma indubbiamente le soddisfazioni sono maggiori con questi muri diretti».
Non vede l’ora Facchi di poter essere a contatto con i sostenitori rossoblù. «So che c’è grande calore e personalmente adoro essere circondato dall’entusiasmo e sentire salire i decibel in partita. Personalmente, non vedo l’ora di vivere l’atmosfera campionato».
Tornando sulla sua unica esperienza sinora in A3 a Macerata, il neo rossoblù è chiaro: «Allora ero più giovane ed abbastanza acerbo e vedevo tutto in maniera ampliata. Con certezza posso dire che c’era grande organizzazione e che il torneo era molto competitivo. Ora, però, voglio poter vivere questo campionato da protagonista, riuscirmi a ritagliare uno spazio, cercando, con il lavoro settimanale, di convincere il mio nuovo tecnico a fare affidamento su di me. Ho avuto tantissimi feedback positivi sul suo conto e non vedo l’ora di conoscerlo ed approfondire i suoi metodi di lavoro al pari del potermi ritrovare spalla a spalla con i miei nuovi compagni».



