
In una giornata che doveva essere improntata al silenzio se non alla mestizia, visto il primo punto all’ordine del giorno, quello della nuova disciplina in materia funebre e cimiteriale, l’aula del consiglio regionale si è trasformata in un’arena con le opposizioni scattenate contro il riassetto di Giunta voluto da Roberti e sulla distribuzione delle deleghe tra assessori e consiglieri. Un fatto illegittimo, hanno tuonato Fanelli, Primiani, Greco e compagni che altera il rapporto istituzionale tra esecutivo e consiglio tra chi governa e chi controlla e fa le leggi. Roberti, dal suo conto, considera conclusa la fase del rimpasto. Sulle scelte interne alla lista “Il Molise che vogliamo”, Roberti si chiama fuori: “Devono decidere loro cosa vogliono fare”.
Alla luce delle recenti pronunce del TAR, Roberti interviene anche sul tema sanità. Io sto dalla parte dei territori. Dice.
Primo consiglio da ex assessore per Andrea Di Lucente che dice: “Non condivido la scelta di Roberti e per il momento resto nel centrodestra”.



