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lunedì, Giugno 8, 2026

Giudice trovata morta, svolta clamorosa: si indaga anche per omicidio

AperturaGiudice trovata morta, svolta clamorosa: si indaga anche per omicidio

All”uscita dall’obitorio del Policlinico Umberto I di Roma, su piazzale del Verano, consulenti, pubblico ministero e avvocati sono andati via senza rilasciare dichiarazioni.
La consegna al silenzio, ordinata dal Pm Roberta D’Avolio, ha lasciato aperti pochi spiragli. Ma da uno di questi è trapelata la notizia che ora la Procura dell’Aquila procede con una nuova ipotesi di reato: quella dell’omicidio. Ci sarebbero anche un paio di persone indagate.
La perizia di 450 pagine, già depositata dal professor Vittorio Fineschi che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Francesca Ecolini, pone seri dubbi sul fatto che la magistrata di Campobasso si sia tolta la vita con un gesto volontario. I segni sul collo non sarebbero compatibili con quelli che avrebbe dovuto lasciare la striscia di seta trovata annodata alla ringhiera della scala interna della casa e che la scena ricostruita nella casa di Pesaro potrebbe essere stata simulata. La versione più verosimile sarebbe quella di uno strangolamento ma sulla compatibilità dei cavi delle lampade ritrovate nella casa di viale Zara non ci sarebbe unanimità di vedute.
Lo stesso Fineschi avrebbe chiesto un approfondimento per fare delle misurazioni più precise. Un dettaglio che, secondo i consulenti della difesa, potrebbe anche voler dire che i cavi elettrici delle abatjour non sono compatibili con il segno che la donna aveva sul collo. Aspettiamo che si concludano tutte le verifiche, ha spiegato il consulente Mariano Cingolani, con la massima fiducia e tranquillità.
Tuttavia, proprio per eliminare dal terreno ogni dubbio, nei prossimi giorni gli esperti della scientifica torneranno nella casa di Pesaro dove Francesca Ercolini è stata trovata senza vita. C’è da capire se una donna di più di 60 chili e alta più di un metro e settanta avrebbe potuto da sola salire su questa ringhiera, annodarsi il foulard al collo e lasciarsi cadere nel vuoto.
Una volta conclusi i nuovi accertamenti tecnici, le parti torneranno a confrontarsi, stavolta davanti al Gip Marco Billi. L’udienza è fissata a L’Aquila per il 22 settembre e sul fascicolo la contestazione potrebbe essere quella dell’omicidio.

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