Nel titolo di un’opera spesso c’è il cuore palpitante di un racconto e più che mai accade nelle storie di Andreina Di Girolamo, storie, perché ad essere sapientemente, delicatamente e umanamente tratteggiate sono le esistenze dei singoli: dai bambini pieni di entusiasmo, agli adulti feriti da sofferenze profonde, fino agli anziani, conoscitori attenti della realtà, ispirati dall’esperienza. “Quel venerdì di settembre dal sole slavato e stanco” è un titolo che evoca un quadro impressionista, in realtà il romanzo affronta un evento tragico, il bombardamento di Isernia del 1943 ma in una dimensione di grande umanità. Il punto di vista della narrazione, infatti è diverso e originale, “disegna” la vita dei personaggi prima della distruzione, non è un romanzo storico come dice la stessa autrice, ma restituisce voce a tutti coloro che abitavano la città, il centro storico, i vicoli, le piazze, quei luoghi magici che, prima, pullulavano di vita vera e di relazioni autentiche. L’autrice è una docente di conservatorio, quindi bravissima musicista, che ha unito il fascino del suo clavicembalo alla scrittura: “un‘unione sinfonica poetica”. L’incontro si è aperto con la creazione di un quadro vivente interpretato dagli alunni delle classi III A e B della scuola secondaria di primo grado protagonisti del progetto: lezione con ospite, curato dalle docenti di lettere Maria Fiorito e Rossella Marco. Gli alunni, vestiti come i protagonisti del libro, sono entrati in scena mentre tre alunne leggevano il brano del romanzo che descriveva i personaggi scelti e “conosciuti” durante l’anno scolastico. Si è trattato, pertanto, dell’ultima lezione interattiva che si incastona nel progetto lettura dell’Istituto, in cui l’intervento dell’autrice ha fatto luce sulla genesi di questo testo in stretta connessione solidale con quei nomi, un elenco di martiri civili, che sarebbe rimasto una lista tristissima, come si dice nelle cronache giornalistiche vittime collaterali, ma a cui la Di Girolamo ha restituito un progetto di vita che si scolpisce nella memoria, perché interrotto nel modo più violento dal bombardamento, portando chi legge a riflettere sull’assurdità della guerra e sulla fragilità dell’esistenza umana. È un concetto che non dovrebbe mai essere distante dalla realtà quotidiana, perché si dovrebbe valorizzare ogni prezioso istante che la costituisce: Una ricerca affascinante e certosina quella della scrittrice che oltre ai carteggi dell’archivio storico, analizza foto e addirittura la toponomastica della città di Isernia, garantendo anche un lavoro documentaristico non indifferente e molto utile soprattutto ai giovani. In ogni realtà si conosce sempre meno la storia dei luoghi d’origine, spesso perché il centro storico, delle piccole città e dei borghi molisani è abbandonato a favore di zone residenziali più “facili” da vivere, ma meno dense di storia e tradizioni. Eppure ogni personaggio potrebbe essere al centro, ogni lettore potrebbe ritrovare similitudini con il proprio paese d’origine, atmosfere che un po’, riecheggiano, quantunque ambientate in momenti storici diversi, le novelle paesane di Nicola Scarano. Il testo della Di Girolamo con delicatezza fa conoscere una fitta trama di tanti personaggi, la cui vita, drammaticamente, in un attimo, viene spazzata via della violenza bellica. Ma gli studenti di Trivento hanno proposto un inno contro la guerra che hanno suggellato con la frase finale: “Voi siete la storia noi siamo il futuro” un omaggio alle vittime e un’assunzione di responsabilità per l’avvenire: essere portatori di pace e ciò è stato ribadito dalla dirigente scolastica Prof.ssa Ida Cimmino, che ringraziando la prof.ssa Di Girolamo ne ha lodato la scelta di diffondere la storia locale, obiettivo perseguito dalla scuola di Trivento, in numerosi progetti attuati in questo anno scolastico. La necessità precipua è instillare l’educazione alla pace nei giovani affinché non ci si abitui alla visione distratta e quotidiana di tragedie come quella di Gaza o come tanti altri scenari di guerra, nel mondo. In occasione del glorioso ottantesimo “compleanno” della nostra Repubblica, non può esserci ispirazione migliore che la nostra meravigliosa carta costituzionale e le parole del Presidente Sandro Pertini: “L’Italia, a mio avviso deve essere nel mondo portatrice di pace, si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame”



