“Meno solitudine più comunità” è questa la sfida sociale lanciata dalla UILP Molise.
“La solitudine degli anziani è oggi la vera “malattia del secolo”. E non si cura con un farmaco ma rinserendo le persone sole nella società “. È quanto dichiara la Segretaria della UIL Pensionati, Boccardo, intervenendo sul crescente fenomeno dell’isolamento sociale che colpisce in particolare la popolazione anziana, con effetti sempre più evidenti anche in realtà fragili come il Molise.
“Troppo spesso – sottolinea Boccardo – di fronte a problemi come solitudine, isolamento, difficoltà economiche o abitative, la risposta resta solo sanitaria. Ma una visita su cinque dal medico di famiglia riguarda situazioni che non hanno un’origine clinica. E allora è evidente che non basta una prescrizione farmacologica”.
Secondo la UILP, la risposta deve essere un cambio di paradigma: passare dalla cura alla relazione, dalla medicina tradizionale alla prescrizione sociale, cioè al collegamento tra servizi sanitari e risorse della comunità.
“Se la diagnosi è la solitudine – prosegue Boccardo – il medico deve poter prescrivere socialità: indirizzare le persone verso attività, reti di supporto, volontariato, iniziative culturali e comunitarie. È questa la strada indicata anche a livello internazionale”.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente riconosciuto e promosso questo approccio, sostenendo modelli che integrano sanità e comunità per migliorare il benessere delle persone e ridurre la pressione sui sistemi sanitari.
“Non è teoria – aggiunge Boccardo – ma una pratica già realtà in diversi Paesi europei. Il punto è portarla anche nei nostri territori, a partire da quelli più fragili”.
In questo quadro, la UIL Pensionati richiama con forza la situazione del Molise, dove lo spopolamento e la carenza di servizi stanno aggravando l’isolamento degli anziani, soprattutto nelle aree interne.
“Nei piccoli comuni molisani – evidenzia la Segretaria UILP – la solitudine si somma alla distanza dai servizi sanitari, sociali e di trasporto. Qui più che altrove serve una presenza attiva: bisogna raggiungere le persone, non aspettare che siano loro a chiedere aiuto”.
Per la UILP è quindi necessario rafforzare la sanità territoriale, sviluppare servizi di prossimità e costruire reti sociali nei piccoli centri.
“La vera cura contro la solitudine – conclude Boccardo – è la comunità. E nelle aree interne del Molise questo significa riportare servizi, relazioni e presenza pubblica. Non possiamo lasciare soli gli anziani e poi pensare di risolvere tutto con una ricetta medica”.




