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venerdì, Aprile 17, 2026

Impennata costi energetici, Ue attiva fondo crisi per pesca e acquacoltura

AperturaImpennata costi energetici, Ue attiva fondo crisi per pesca e acquacoltura

Un aiuto concreto per un settore sempre più sotto pressione: l’Europa interviene a sostegno di pesca e acquacoltura, colpite duramente dall’aumento dei costi sia energetici che delle materie prime legato alla crisi in Medio Oriente. La Commissione europea ha attivato il meccanismo di crisi del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, mettendo a disposizione strumenti straordinari per fronteggiare l’emergenza.
Le misure sono retroattive dal 28 febbraio 2026 e si rivolgono a pescatori, acquacoltori, trasformatori e venditori che hanno visto ridursi i propri margini a causa dei rincari. Tra gli interventi previsti ci sono compensazioni per le perdite di reddito e contributi per coprire i costi aggiuntivi, in particolare quelli legati al carburante e all’energia, che negli ultimi mesi hanno inciso in modo significativo sui bilanci delle imprese.
Le risorse arriveranno dai programmi nazionali 2021-2027 dello stesso Fondo: secondo la Commissione restano ancora disponibili circa 760 milioni di euro non utilizzati. Una cifra importante, che potrà essere rafforzata dagli aiuti di Stato: entro fine aprile è infatti atteso un quadro temporaneo che permetterà ai governi nazionali di integrare gli interventi con sostegni mirati.
“Si tratta di un primo passo nella direzione giusta: sostenere le imprese, tutelare il lavoro e garantire continuità operativa”, ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida, evidenziando anche il ruolo dell’Italia nel portare il tema al centro dell’agenda europea.
Nonostante l’apertura di Bruxelles, però, sui territori resta forte la preoccupazione: a Termoli continua lo stato di agitazione della marineria, segnale di una crisi che, per molti operatori, è tutt’altro che superata.

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