
Riceviamo e pubblichiamo
Il Molise terra isolata
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di Salvatore Tronca
Gli eventi di questi giorni in Molise hanno fatto riemergere un sentimento di insofferenza quasi di rabbia, né sterile, né tantomeno comoda. È un sentimento che nasce dalla consapevolezza che il Molise è diventato un territorio isolato anche per responsabilità nostre. Di tutti noi. Non serve cercare alibi, né bersagli facili. Non è il tempo di puntare il dito contro qualcuno per assolversi. La verità è più scomoda: non abbiamo saputo avere una visione. Non abbiamo saputo immaginare il futuro del nostro territorio con il coraggio e la lucidità che sarebbero stati necessari. Abbiamo rincorso l’emergenza, anziché governare il cambiamento. Il Molise oggi paga anni di inerzia. Infrastrutture rimaste sulla carta, collegamenti insufficienti, reti materiali e immateriali mai davvero sviluppate. Abbiamo parlato tanto di sviluppo, ma troppo poco abbiamo programmato. E senza programmazione, senza una strategia di lungo periodo, ogni territorio è destinato a restare indietro. Il nostro lo è rimasto. Ma c’è un elemento che rende tutto ancora più grave: la fragilità. Il Molise è un territorio fragile, come molti altri in Italia, ma lo è da tanti punti di vista. È fragile sul piano infrastrutturale, dove i ritardi accumulati pesano come macigni, ma è fragile nella sanità, dove i cittadini troppo spesso si sentono soli e costretti a cercare altrove risposte ai propri bisogni. È fragile sul piano lavorativo, dove le opportunità sono poche e spesso precarie. È fragile, più in generale, nella capacità di affrontare e gestire le sfide. Chi amministra, chi ha responsabilità pubbliche, dovrebbe avere una visione anche di ciò che può accadere. Dovrebbe saper prevenire, mitigare, preparare il territorio agli eventi, alle crisi, ai cambiamenti. So bene che non tutto è possibile, che non tutto si può evitare. Ma il dovere è provarci. Sempre. E invece la sensazione, oggi, è che questo non sia stato fatto. O che sia stato fatto troppo poco. Non abbiamo costruito gli strumenti per rendere il Molise più forte, più resiliente. Non abbiamo saputo governare le fragilità, che nel tempo sono diventate debolezze strutturali. Ci siamo accontentati. Abbiamo spesso pensato che bastasse resistere, mantenere ciò che c’era, senza accorgerci che il mondo intorno correva veloce. E mentre altri territori costruivano opportunità, noi restavamo fermi, intrappolati in una quotidianità che non lascia spazio al futuro. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: giovani che vanno via, imprese che faticano, comunità che si svuotano. E una sensazione diffusa di isolamento che non è solo geografico, ma anche politico, economico, sociale. Riconoscere gli errori è il primo passo per non ripeterli. E soprattutto per cambiare. Serve una svolta netta. Serve il coraggio di dire che così non va, e che bisogna ripartire da una visione vera del Molise. Una visione che metta al centro le infrastrutture, i collegamenti, la capacità di rendere questo territorio accessibile, competitivo, attrattivo. Una visione che guardi ai prossimi dieci, vent’anni, non alle prossime scadenze elettorali. Gli interventi del Governo in Molise, nelle ultime ore, hanno dimostrato che questa regione, finita l’emergenza, necessita di rapide ed adeguate attenzioni da parte dei poteri centrali; solo così può uscire da quell’isolamento infrastrutturale che contribuisce anche alle altre tipologie di isolamento. Il Molise da solo non può farcela; se aiutato, invece, può contribuire al proprio sviluppo e a quello dell’intera penisola. Ecco perché, accanto alla sentita solidarietà alle popolazioni e agli amministratori locali del Molise (Basso, Alto ed anche Medio visti gli eventi franosi di Salcito), è arrivato davvero il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare con visione e obiettivi concreti. Come segretario della Federazione Medio Molise del Partito Democratico sento che il mio partito ha il dovere di trasformare questa insofferenza in proposta, in impegno concreto, in un lavoro serio e condiviso.
Il Molise non può più permettersi di restare isolato. E noi non possiamo più permetterci di non scegliere.
Ed è per queste motivazioni che abbiamo costituito, nell’ambito della Federazione Medio Molise, gruppi di lavori su varie questioni essenziali per la vita del nostro territorio, che offriranno un contenuto programmatico alla visione con la quale la Federazione guarda al suo futuro. Presto offriremo tali contributi alla discussione pubblica affinché dalle proteste si passi alle proposte che costituiscono la base della visione che questa Federazione intende sviluppare.
*Partito Democratico



