Maltempo, riceviamo e pubblichiamo nota di Cgil, Cisl e Uil
Le piogge incessanti di questi giorni stanno mettendo a dura prova l’intero territorio molisano, con situazioni particolarmente drammatiche nel Basso Molise: inondazioni e allagamenti, gente sfollata, rischio esondazione della diga del Liscione, nucleo industriale di Termoli evacuato e lavoratori rimandati a casa, uffici chiusi a Termoli e centri limitrofi e persone messe in smart working, campi agricoli inabissati e ponte alla foce del Trigno sulla strada statale adriatica crollato, spezzando i collegamenti tra Molise e nord Italia, vista anche la contestuale chiusura del casello autostradale di Termoli e le difficoltà del trasporto ferroviario.
Un quadro che potremmo definire tragico a pochi giorni dalla Pasqua. È bene chiarire che quanto sta succedendo non è frutto del caso, ma, oltre all’eccezionalità dell’evento meteorologico, di anni di incuria nel governo del territorio, a tutti i livelli. Davanti a noi, ora dopo ora, si manifestano crolli, danneggiamenti e smottamenti che interessano opere infrastrutturali, costoni di colline e manufatti che hanno una matrice comune: l’assenza di manutenzione del territorio nel tempo e gli scarsi investimenti sulla cura delle comunità e dei luoghi in cui esse vivono e lavorano. In tal senso neanche il PNRR ha potuto e saputo dare una risposta concreta, più che altro nell’utilizzo che se ne è fatto. Se è stato positivo il fatto di aver rimesso mano al patrimonio pubblico costruendo e rigenerando scuole, asili, case della salute, strade, ponti, gallerie, uffici postali e piste ciclopedonali, dall’altro, poco si è fatto sul versante della messa in sicurezza strutturale del territorio con riguardo
in particolare al rischio idrogeologico.
Come organizzazioni sindacali del settore dell’edilizia e delle costruzioni, torniamo a denunciare questo stato di abbandono del territorio molisano e sproniamo la politica e le istituzioni, ciascuno per la propria competenza, a fare molto di più e a tornare a investire in maniera decisa e mirata su quelle opere pubbliche utili alle comunità locali, ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese, capaci di generare un doppio e immediato vantaggio: da una parte incrementare il lavoro in un settore, quello edile, in grado di triplicare gli effetti positivi sull’economia, visto il moltiplicatore che attiva e l’indotto che vi ruota intorno; dall’altra parte mettere in sicurezza un territorio fragile e già soggetto ad altre piaghe quali lo spopolamento, l’isolamento e la desertificazione dei servizi.
Per questo chiediamo che si intervenga subito per porre rimedio ai danni di questi giorni, si attivi lo stato di emergenza per finanziare interventi a favore della popolazione e del territorio e si mettano in campo tutte le misure possibili per drenare risorse, regionali, nazionali ed europee, e stanziarle nella messa in sicurezza strutturale almeno delle zone più fragili della regione. I danni di questi giorni, che impattano negativamente su lavoratori, famiglie, cittadini e imprese, dovranno essere e continuare a rappresentare un monito per quello che si dovrà fare e non si dovrà più fare, al fine di evitare di dover rivivere situazioni così pericolose e dolorose.



