E’ tornato libero, dopo gli arresti domiciliari. Uno dei primi casi in Italia ad avere questo epilogo. Le aggressioni a medici e infermieri sono all’ordine del giorno. I pronto soccorso e le corsie degli ospedali sono diventati zone calde dove la sicurezza di chi lavora è spesso messa a rischio.
L’ultimo episodio accaduto due giorni fa al pronto soccorso del Cardarelli, ha avuto però una conclusione inattesa. L’uomo che ha colpito una infermiera ad un braccio è stato arrestato. Come previsto dall’inasprimento delle norme che tutelano gli operatori sanitari.
Una specie di bollettino di guerra, nelle ultime ore, con morsi, calci botte a Como Terni, Catania. Una spirale di violenza da nord a sud che ha come vittime medici e infermieri.
Come quella del Cardarelli, colpita ad un braccio mentre cercava di chiamare i carabinieri dopo essere stata coperta di insulti dal parente di una donna che non era ancora arrivata al Pronto soccorso, trasportata in ospedale dall’ambulanza.
Solo il repentino intervento delle Forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse. L’infermiera guarirà in una settimana.
“Non possiamo tollerare che la violenza diventi una variabile del lavoro dei nostri operatori – ha dichiarato il Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo – Ogni aggressione a un sanitario – ha concluso – è un’aggressione all’intero sistema di cura e alla comunità stessa.”
Una situazione non più tollerabile, ha denunciato la Cisl secondo cui la violenza offende non solo i professionisti che ogni giorno lavorano anche in condizioni critiche, ma danneggia, conclude il sindacato, tutta la collettività a cui viene impedito di ricevere cure a cui hanno diritto, in un ambiente sicuro.
Il Pm di turno, dopo i primi accertamenti, ha rimesso in libertà l’autore dell’aggressione all’infermiera. Giovedì dovrà comparire davanti al magistrato per spiegare la sua versione dei fatti. E’ indagato per lesioni.



