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domenica, Marzo 29, 2026

Patto di Chiauci, una Consulta per coinvolgere i cittadini

CronacaPatto di Chiauci, una Consulta per coinvolgere i cittadini

Lo scorso sabato 28 marzo nella sala dell’Ex Edificio Scolastico di Chiauci sono stati presentati il Manifesto di Isernia e il Patto di Chiauci, una iniziativa del Sindaco Antonio Sferra, che intende stimolare la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica del Comune attraverso la costituzione di una Consulta di cui faranno parte i rappresentanti dei nuclei familiari residenti nel Comune e i cosiddetti “corpi intermedi”, cioè i responsabili di tutte le attività economiche (partite IVA), associazioni culturali e confraternite religiose presenti sul territorio che ne faranno richiesta.

Alla presenza di un pubblico interessato, il sindaco Antonio Sferra ha introdotto l’argomento, presentando il professor Gianandrea de Antonellis, che ha illustrato i fondamenti storico-politici del Manifesto di Isernia; l’avvocato Rosa Carnevale, che ha spiegato il funzionamento tecnico del Patto di Chiauci e il vicesindaco, ingegner Marco Di Pilla, che ha descritto le problematiche su cui la Consulta sarà chiamata a esprimere il proprio parere: la definizione del nuovo regolamento comunale, le proposte per la coltivazione di prodotti locali e la revisione del piano di fabbricazione urbanistico.

In cosa consiste il Patto di Chiauci? Come accennato, vuole stimolare il dibattito sulla gestione del territorio, rendendo i cittadini non semplici spettatori di quanto avviene nel consiglio comunale, bensì attori diretti, in quanto la Consulta esprimerebbe un voto parificabile a quello consiliare che avrebbe un peso nelle scelte della giunta.

«È un po’ come se, invece di assistere a una partita di calcio come semplici spettatori, si sedesse in panchina a fianco dell’allenatore e gli si fornissero suggerimenti sulle scelte da effettuare» ha sintetizzato il Sindaco.

Molte sono state le domande (e pure le obiezioni) poste dal pubblico, ad evidenziare il notevole interesse che l’iniziativa di Antonio Sferra ha suscitato.

«Il desiderio della nostra amministrazione è quello di far sì che i cittadini non si interessino della vita comunale solo votando ogni cinque anni o con manifestazioni di dissenso estemporanee, bensì siano coinvolti attivamente in dibattiti nelle case e nei luoghi di ritrovo e, infine, esprimano un sintetico “sì” o “no” durante la Consulta dei Rappresentanti Civici: in questo modo la società si riappropria della politica».

Il punto è stato sottolineato anche dal professor de Antonellis, storico e già docente di filosofia del diritto, estensore del Manifesto di Isernia: «La vita quotidiana di ogni realtà urbana, grande o piccola, è data dalle famiglie e dalle attività culturali, religiose ed economiche – i cosiddetti corpi intermedi – presenti nelle nostre città e paesi. Essi svolgono un ruolo sociale evidente, a cui però non corrisponde un ruolo politico diretto: il Patto di Chiauci risolve questa incongruenza».

La relazione tecnica dell’avvocato Rosa Carnevale ha sottolineato il carattere di progetto dell’iniziativa a cui ha dato un contributo fondamentale e la necessità di individuare, strada facendo, le migliori modalità per realizzarlo. Il vicesindaco Marco Di Pilla ha infine illustrato concretamente su quali temi la Consulta sarà chiamata ad esprimersi nelle prossime settimane, spiegando i pro e i contro della modifica al regolamento edilizio comunale. Ai cittadini di Chiauci non resta che dibattere sulle scelte da fare per esprimerle, in maniera sintetica, nel prossimo consiglio comunale. Sedendo “sulla panchina” a fianco degli altri consiglieri e non limitandosi ad assistere impotenti.

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