Riceviamo e pubblichiamo la nota sull’acqua del Partito Comunista dei Lavoratori del Molise
“Come è per noi doveroso, per chi ha la pazienza di leggere e APPROFONDIRE, informiamo la popolazione molisana delle questioni che come PCL MOLISE abbiamo posto (insieme al Comitato rappresentato da Emilio Izzo e Romano De Luca) al tavolo prefettizio durato circa due ore, di fronte al “caro acqua” , e delle risposte date da parte dell’EGAM e della GRIM. Assenti i sindaci di Isernia e di Agnone benché invitati.
Si precisa che questo complesso lavoro del PCL MOLISE di analisi, svolto in particolare a tutela delle classi popolari molisane è frutto di attività volontaria, espletata in sacrificio di esigenze proprie e familiari, ferie, o permessi orari lavorativi pomeridiani per gli incontri in prefettura, da recuperare pena la decurtazione salariale. Per cui ben venga il supporto di chi vuole dare un contributo di competenza e di idee.
Per onestà del vero dobbiamo preliminarmente riferire che il Presidente dell’EGAM avv. Ricci – presente anche quale sindaco di Venafro – ha ritenuto molto utile l’incontro a fronte della serietà di tutte le questioni da noi poste e sotto illustrate, e si è perciò impegnato ad affrontarle presso il l’ente che presiede.
Il resoconto è qui espresso in termini sostanziali sui punti principali.
1)- SUI DRASTICI RINCARI DELLE BOLLETTE IDRICHE, DEL 2022 E DEL 2025 RISPETTO ALLE PRECEDENTI GESTIONI COMUNALI.
Dopo aver riportato il diffuso malcontento popolare tanto più a fronte di inesistenti miglioramenti del servizio e con perdite degli acquedotti sino al 60% tra le più alte d’Italia, , abbiamo individuato alcune cause specifiche.
A)- Le nuove tariffe drasticamente aumentate dal II semestre 2022 e ancora nel 2025.
Il dirigente GRIM ha giustificato i rincari con la generica affermazione di dover coprire il 100% dei costi.
Sul punto abbiamo eccepito che anche, la ex gestione comunale autonoma, con le tariffe doveva coprire il 100% dei costi, eppure, ad esempio per il Comune di Isernia, esse erano da 1,5 a 7 volte in meno e che con le economie di scala della centralizzazione del servizio di norma le tariffe dovrebbero diminuire anziché aumentare. Qualcosa non quadra !
Ci siamo anche riservati di verificare quali sarebbero i costi della GRIM posti a “giustificazione” degli esosi aumenti, non appena avremo rintracciato i dati, e quindi l’interlocuzione sul punto continuerà. Vaglieremo anche il sistema di “scatole cinesi”, appalti e subappalti, costi di funzionamento dell’apparato amministrativo, e quant’altro, nonché il rispetto delle norme ad evidenza pubblica in nomine, incarichi e affidamenti.
Tanto più che sulle deliberazioni citate nelle fatture GRIM come fonte delle tariffe rincarate, abbiamo eccepito problemi di trasparenza: la n.17/2022 non è stata rinvenuta dal sito, la n.32/2025 contiene le formule del metodo tariffario da approvare all’ARERA, ma non le tariffe decise per fascia come prima con semplicità erano esposte nelle delibere comunali. Il Presidente dell’EGAM ha ammesso che trattasi peraltro di parametri complicati e da verificare meglio.
B)- Errata applicazione delle fasce sul consumo annuo con indebite e drastiche maggiorazioni.
L’indebito aggravio da noi contestato al tavolo, si evidenzia nelle bollette del II semestre 2025: abbiamo mostrato esempi di bollette GRIM dove il consumo attribuito è stato concentrato sulle fasce di tariffa superiore, senza prima esaurire le fasce più basse, facendo sì che alcune fatture arrivassero quasi a 3 euro a metro cubo ! Facendo l’esempio di una utenza tra le “meno esose” di Isernia, su 178 mc annui attribuiti, con tale “errore” v’è stato un aggravio indebito di ben 189 euro in più del dovuto.
Non solo: nelle bollette da noi riportate risultano attribuiti zero consumi tra il 2023 e il 2024, tutti poi concentrati nel 2025 che ha riprodotto lo stesso meccanismo di maggiorazione indebita per fasce.
In merito abbiamo chiesto a GRIM la verifica massiva di queste bollette, poiché sono errori correggibili d’ufficio evitando agli utenti file agli sportelli, o peggio gli oneri di reclami scritti o ricorsi gravosi al Giudice di Pace.
C) – Aumento dei consumi attribuiti rispetto al pregresso. Verifica dei nuovi contatori.
Abbiamo portato esempi di utenza dove il consumo addebitato tra il contatore comunale e quello di GRIM è aumentato da 200 litri al giorno a circa 700 litri al giorno.
Quindi abbiamo posto esigenze di verifica della omologazione in base alla normativa europea dei nuovi contatori; la GRIM ha richiamato non documenti sul proprio sito, ma sul “la tua acqua” e della Camera di Commercio di Alessandria dove si troverebbero dette omologazione. Verificheremo.
D)- Aggravio indebito particolare per gli utenti del Comune di Isernia sul II semestre 2022.
Il Comune di Isernia con delibera di Giunta 261/2022 ha disposto un conguaglio a credito degli utenti di Isernia sul II semestre 2022, poiché nel primo semestre l’aumento era stato superiore al dovuto, chiedendo di applicarlo alla Grim, che invece ha ignorato tale disposizione nell’emissione delle fatture (poi il Comune avrebbe regolati i rapporti con al GRIM).
La delibera è stata visionata dal Presidente dell’EGAM che affronterà la questione, ma pesa sul punto l’assenza del sindaco di Isernia al tavolo, che comunque sarà da noi sollecitato in merito.
2)- OMESSI CONGUAGLI A CREDITO DEGLI UTENTI SULLE FATTURE – “INDENNIZZI AUTOMATICI” – PER LE VIOLAZIONI DELLA CARTA DEI SERVIZI CONTESTATE ALLA GRIM.
La Carta del servizio idrico deliberata dall’EGAM prevede tempi standard da rispettare e tra questi quelli per l’emissione delle fatture e per le risposte motivate ai reclami scritti. Se si violano tali standard la GRIM deve inserire conguagli a credito nelle fatture degli utenti che hanno subito la violazione, detti “indennizzi automatici” che variano da 30 a 90 euro a seconda dell’entità del ritardo.
Abbiamo riportato esempi (probabilmente massivi) di bollette emesse oltre i tempi standard e mancate risposte ai reclami scritti, a fronte delle quali la GRIM non ha inserito detti conguagli a credito degli utenti interessati, per gli indennizzi automatici.
Non solo; in base alla carta dei servizi, sino a quando non si riscontra il reclamo scritto, non si può procedere agli atti esecutivi: ed invece, nonostante mancasse il previo riscontro motivato al reclamo scritto e dunque violando la carta dei servizi, la GRIM ha proceduto all’ingiunzione paventando fermi di auto, pignoramenti e quant’altro, onerando l’utente a depositare il gravoso ricorso al Giudice di Pace (nel nostro caso di Isernia).
3)- LA TUTELA DELL’UTENZA E IL RUOLO DEI COMUNI.
Abbiamo contestato alle amministrazioni comunali di aver assunto diffusamente un atteggiamento del tipo “la gestione non è più nostra rivolgetevi alla GRIM” lasciando da sola l’utenza di fronte alla GRIM circa le tutele, che per la natura di classe della giustizia sono difficili per le classi popolari.
Per cui abbiamo ribadito la richiesta che i Comuni con i propri uffici supportassero i loro “ex utenti idrici” su tutte le questioni sopra poste di fronte alla GRIM, e non assumessero atteggiamenti acritici nell’EGAM e nella GRIM, di cui sono formalmente organi decisori.
In prospettiva come PCL MOLISE rivendichiamo la creazione di forme di controllo sociale e democratico sulla gestione idrica, l’abbattimento delle tariffe con agevolazioni per le classi popolari, investimenti per ammodernare gli acquedotti fatiscenti con perdite del 60% e l’eliminazione delle forme di privatizzazione di fatto della gestione idrica, orientate al profitto ed a gestioni privatistiche anziché alle esigenze connesse alla fruizione di un bene sociale essenziale come l’acqua.”



