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giovedì, Marzo 19, 2026

Strage Ocone, parla il figlio Mario: “Mi ha chiesto di andare in carcere”

CronacaStrage Ocone, parla il figlio Mario: "Mi ha chiesto di andare in carcere"

Salvatore Ocone, rinchiuso nel carcere di Benevento, dopo essere strato catturato la sera dello scorso 30 settembre nelle campagne tra Ferrazzano e Mirabello, attende la decisione della magistratura sulla conclusione delle indagini sulla strage compiuta a Paupisi. Decisione che arriverà entro fine mese. Intanto prova a riallacciare contatti con i suoi parenti. Alcuni di loro sono andati in carcere a trovarlo, ma tra questi non c’è il figlio Mario, scampato alla furia omicida del padre solo perché si trovava in Emilia Romagna per lavoro. E’ lui stesso a raccontare dei tentativi del genitore che uccise a colpi di pietra la moglie e il figlio minore e ferì gravemente l’altra figlia. “Non ho ancora avuto contatti con mio padre – dice -, mi ha chiesto di andare in carcere ma per il momento non ho accettato. Per adesso non è mio padre, per ora è Salvatore”. Mario da sei mesi si prende cura di sua sorella minore Antonia. Dopo aver lottato tra la vita e la morte la giovane proprio pochi giorni fa ha lasciato il Neuromed di Pozzilli sulle sue gambe ed è tornata a casa. E’ stato proprio il fratello a riaccompagnarla a Paupisi. “Antonia ha fatto un bel miglioramento – ha detto – si sta riprendendo sia a livello motorio che cognitivo. Sta migliorando e si spera che possa migliorare ancora di più”. Sul momento in cui la sorella si è svegliata dal coma, Mario ha ricordato: “Parole non ne ha pronunciate molte, però è bastato il suo sguardo e il suo sorriso per farmi capire tutto, per farmi capire l’emozione che aveva nel vedermi”.

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