Riceviamo e pubblichiamo gli appunti di viaggi di Maurizio Palmieri
di Maurizio Palmieri*

La modernista
L’ospitalità (1)
dei suoi cittadini
la bontà dei suoi vini (2)
la modernista (3) felicità (4) dietro le porte
delle chiese vivacità (5) inodore di morte (6)
Nota 1. Chisinau si è caratterizzata anche per l’accoglienza, elemento culturale radicato in Moldavia. Quando sono stato in Polonia non ho resistito alla tentazione di estendere il viaggio a questo paese, con molta paura addosso vista la vicinanza alle zone ucraine del conflitto.
Nota 2. Ho trovato dei vini eccellenti.
Nota 3. L’architettura moldava del periodo sovietico è modernista e brutalista (vedi foto).
Nota 4. La nazione più povera d’Europa l’ho trovata la più felice, a dimostrazione del fatto che il PIL non misura anche la felicità. A Chisinau, la capitale, ho visto molto verde e alberi che fanno ombra a strade malridotte. Un moldavo su tre emigra ma la gente della città, che nutre un forte amore per gli italiani (come a Sofia), non mi è parsa triste (come pure nella cugina Bucarest). Nei pochi giorni in cui vi ho soggiornato penso di non aver ricevuto mai una tale quantità di amore e generosità gratuita. Certo, per non essere ipocriti, trovi pure la donna interessata che cerca marito ma questa è un’altra storia. D’altra parte è fisiologico in un paese dove il salario è di 300 euro, spesso manca l’energia elettrica e gli ospedali chiedono garanzie per iniziare le cure. Si è parlato tanto di un probabile attacco russo. Credo ci si sbagli di grosso. Non ritengo affatto che Putin voglia annettersi il paese. Vuole solo controllare la regione separatista della Transnistria, come considera “sue” le regioni del
Donbass in Ucraina.
Nota 5. Le chiese ortodosse sono ricche di colori vividi.
Nota 6. Fra icone e affreschi vivaci, ti pervade un forte odore di incenso che però non sa di morte.
*Scrittore e docente



