Piloni alti fino a 70 metri, ingabbiati e consolidati. Lavori appaltati dall’Anas per decine di milioni di euro, che vanno avanti da qualche anno sopra e sotto i viadotti che attraversano l’invaso del Liscione. Pile corrose dal tempo, quelle posizionate dopo la diga, e dall’acqua, quelle che invece poggiano sul fondo del lago. In alcuni casi le gabbie di ferro che contengono il cemento sono ormai visibili. Il primo lotto per il consolidamento delle pile del viadotto Molise 1 da 4 milioni e mezzo. Resta da capire come verranno svolti i lavori di consolidamento dei piloni coperti dall’acqua, mai più controllati da quando la piana di Guardialfiera, più di 50 anni fa, è stata sommersa. Più di 6milioni e mezzo di euro, invece, i lavori sull’impalcato del ponte sul quale in alcuni tratti si viaggia ancora a senso unico alternato, regolato dal semaforo. Ma le ruspe e i camion che vanno su e giù ai piedi della diga, non sono solo quelle dell’appalto dell’Anas. Una strana impalcatura sorregge una conduttura (forse il primo tratto del tubone?) che partendo dallo sbarramento sale verso la collina, in direzione confine con la Puglia. La conduttura, in realtà , è il pezzo che dovrebbe consentire di ampliare la rete irrigua delle campagne del Basso Molise, ma casualmente coincide proprio con il progetto di Finocchito, agognato dalla Capitanata. E proprio qualche metro più in alto, le immagini sono state girate nelle ultime ore con il drone, il lago di Guardialfiera vicinissimo al livello del tutto pieno. Un inizio d’anno particolarmente piovoso ha di fatto riempito al massimo il lago, che da tempo non raggiungeva una portata simile. Una circostanza che ha rinvigorito il fronte dei favorevoli alla cessione dell’acqua alla Puglia.



