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venerdì, Marzo 13, 2026

Oltre l’ombra dell’usura: a Larino alleanza umana argine contro dipendenze

AttualitàOltre l'ombra dell'usura: a Larino alleanza umana argine contro dipendenze

La Sala Freda del Palazzo Comunale non è stata, l’altro pomeriggio, una semplice cornice istituzionale, ma si è trasformata in un laboratorio di coscienza civile. Mercoledì 11 marzo, la comunità di Larino si è ritrovata per un confronto necessario e profondo, partendo dalle pagine dell’ultimo romanzo di Padre Andrea Tirelli, “I Fratelli Cipperlik”: un’opera che scava nelle ferite aperte della nostra società, l’usura e la ludopatia.
L’incontro ha preso il via con il saluto dell’Assessora alla Cultura Iolanda Giusti, che ha ribadito un concetto fondamentale: la cultura non deve avere nessun limite, deve farsi anche strumento di indagine e prevenzione. Ospitare la storia dei Cipperlik ha significato per l’Amministrazione aprire una finestra su realtà spesso confinate nell’ombra, trasformando il Palazzo Comunale in un presidio di ascolto contro l’isolamento causato dalle dipendenze.
Il momento centrale della serata ha visto la Consigliera comunale Graziella Vizzarri dialogare con l’autore in un confronto che ha saputo toccare corde emotive intense. Il perno del dialogo è stata l’amicizia, intesa come valore concreto della relazione, strutturata nella lealtà e nella vicinanza.
È questa la leva su cui si snoda il romanzo di Tirelli: due protagonisti che condividono la crescita nella periferia foggiana degli anni ’80, un contesto che potrebbe essere specchio di qualsiasi territorio del centro-sud. Quell’amicizia, nata tra i banchi di scuola, diventa l’ancora che riporta uno dei protagonisti sulla “retta via”.
Il romanzo e il dibattito hanno inoltre evidenziato l’importanza vitale della famiglia e la fragilità degli anni dell’adolescenza. Ne è emerso un confronto serrato tra le criticità e le risorse della società odierna, descrivendo con crudo realismo le vulnerabilità, e nel caso del romanzo, come la ludopatia e l’usura non siano numeri di una statistica, ma “prigioni” capaci di lacerare i legami più cari.
“Le storie devono diventare ‘indossabili’ per il lettore”, ha spiegato Padre Andrea, sottolineando come il suo racconto non sia solo un esercizio di memoria, ma un monito universale.
In un’epoca dominata da connessioni digitali, il libro propone il ritorno al contatto umano e alla capacità di tendersi la mano.
Durante l’evento è stata condivisa una mappatura del fenomeno della ludopatia a livello nazionale e molisano: dati sconfortanti che lo hanno riconfermato come una vera piaga sociale, che necessita di molta attenzione, da parte di ogni Ente e struttura preposta.
Il romanzo ne evidenzia l’impatto sulle persone e nella società, affermandone anche “il punto rottura”.
Lo stile letterario trascinante di Tirelli conduce il lettore in una costante riflessione, capace di narrare passaggi “veri”, ma mai destabilizzanti e soprattutto riportando sempre ad un messaggio di speranza.
La narrazione efficace di Padre Andrea Tirelli promuove, sopra ogni cosa, l’attenzione all’altro. In un mondo che corre veloce e ostenta una bellezza di facciata, l’autore invita a fermarsi per riconoscere i segnali del disagio prima che diventino baratri. L’amicizia “solida”, quella che resiste alle intemperie della vita, è stata indicata come la vera chiave di volta per rievangelizzare il quotidiano.
L’incontro si è concluso con un messaggio di forte responsabilità collettiva: la solidarietà deve vincere l’isolamento. Il pubblico presente ha accolto l’invito a riscoprire il valore della prossimità, comprendendo che contro il buio dell’azzardo e dello strozzinaggio nessuno può salvarsi da solo. Larino ha riaffermato che la cultura del “prendersi cura” è l’unica vera bussola per ritrovare la strada di casa.

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