8.8 C
Campobasso
giovedì, Marzo 12, 2026

I viaggi di Maurizio Palmieri: da Tunisi al Fortore

AttualitàI viaggi di Maurizio Palmieri: da Tunisi al Fortore

Riceviamo e pubblichiamo gli appunti dei viaggi di Maurizio Palmieri

di Maurizio Palmieri*

Da Tunisi al Fortore

A proposito della battaglia di Canne, c’è chi nutre dubbi che essa si sia svolta effettivamente in quel luogo. Ad esempio lo storico Barbero. Il Professor Fratangelo è convinto che sia avvenuta nella valle del Fortore e non lungo il fiume Ofanto.
Egli, basandosi su studi effettuati e rilevamenti archeologici, ha sviluppato la tesi dello scontro nei pressi dell’attuale lago di Occhito, al confine tra Molise e Puglia.
Non nego che il mio interesse viene anche dal fatto che questo posto è molto vicino a Riccia, il mio paese. L’ipotesi è suggestiva e meno accreditata dell’altra tesi ma è certo
che Annibale occupò l’abitato di Geronium, che si trova presso la cittadina dell’odierna Casacalenda, non distante dal fiume Fortore. Qui aveva l’accampamento e qui arrivarono altri uomini da Cartagine per prepararsi a quella battaglia che ha reso Annibale il più grande condottiero della storia antica. A dirlo è stato Mommsen, lo studioso eccelso
di storia romana e storia del diritto romano, i libri del quale hanno contribuito a formare la mia preparazione presso la facoltà di Legge della Federico II di Napoli. Il passaggio sul
Fortore del generale cartaginese è dimostrato dal ritrovamento nell’area di una stele dedicata a Tanit (vedi foto che ho scattato al Tofet), dea protettrice di Cartagine. Ci volle
tutta l’abilità e la pazienza del comandante romano Fabio Massimo, detto per l’appunto il “Temporeggiatore”, per avere, alla fine, la meglio su Annibale. Di quest’ultimo, noi terroni del Sannio siamo tutti un po’ figli come ci ricordano gli Almamegretta. Abbiamo un po’ di sangue africano nelle vene.
Il suo dominio militare nel meridione durò venti anni. Il Raiz ho potuto ammirarlo nello spettacolo Passione, a Napoli, al Teatro Trianon, spettacolo che ha dato origine anche a un film. Quest’ultimo ha visto la partecipazione di grandi musicisti partenopei, come il leggendario James Senese e della cantante tunisina, napoletana d’adozione, M’Barca Be Taleb. Barca, come il soprannome assegnato ad Amilcare, il padre del condottiero, colui che lo condusse in Spagna a nove anni e che gli fece giurare odio eterno ai romani. Tale nome, che significa Fulmine, diventò quello di famiglia.
Lei è l’artista la cui voce avrete sentito nel brano di Eugenio Bennato “Che il Mediterraneo sia”. Canta in arabo, italiano e francese, gli idiomi del Mare nostrum secondo il manifesto del cantautore. Mediterraneo. Crocevia di culture millenarie. Il Sud del Sud.

*Scrittore e docente

Ultime Notizie