di ANNUNZIATA D’ALESSIO
Dedicata a …

Lo sappiamo! L’8 marzo è dedicato alle donne…alla loro forza, al loro
coraggio, alla loro voce che hanno attraversato tempi e società. Eppure
non basta. In questo 2026 sembra che, a fronte ancora di tante
ingiustizie, ci sia l’esigenza di essere più che mai precisi nei pensieri, nelle
parole, nei modelli di riferimento che confondono e intrappolano.
Si predica la libertà di espressione e di affermazione della donna, ma
molte di noi (poverette!) l’hanno tristemente confusa con una certa
“licenza” di fare di sé più meri “oggetti” da mostra che altro. Il corpo e la
sua immagine continuano a venire prima. Anzi più forte ed espliciti di
prima! A dispetto del “soggetto“ pensante che doveva sgomitare per
arrivare e bussare deciso per farsi aprire, sentire e vedere, adesso la
conquista starebbe nel non dover bussare affatto dal momento che
l’immagine arriva più veloce e si risolve in un like.
Il problema non è dato da una questione morale ma dal tipo di messaggio
che sta passando. Se le nostre ragazze faticano a comprendere la
differenza fra l’essere e l’apparire, supportate da madri che reggono
male i loro “anta” e si gloriano di essere riconosciute come le sorelle
delle loro figlie, qualcosa sta andando a rovescio. Se prima erano le figlie
ad imitare le mamme adesso sono le mamme che imitano le figlie…Non
c’è limite alla tristezza! Eppure guardare queste donne mature che
scimmiottano le giovanissime, può essere per quest’ultime una occasione
grande per capire il rischio che si corre se si vanifica la propria giovinezza
in una leggerezza che è solo sinonimo di frivolezza. Spesso sono donne
che inneggiano alla “leggerezza” come fosse la loro bandiera a sproposito.
Senza avere mai letto una sola pagina di Calvino, poggiando sul nulla se
ne vantano come avessero trovato in questa parola il giusto contenitore
per tutto il loro vuoto culturale e interiore. Il punto, infatti, è proprio
questo: ci si costruisce saldamente solo dall’interno, perché come ha
ricordato di recente qualcuno di autorevole sull’argomento “è lo spirito
che contiene la materia”. Non il contrario. E allora da dove partiamo per
l’educazione delle donne della nuova generazione? Sempre da lì, dallo
spirito che ci anima a ricordare e sottolineare “quanta potenzialità ci
fosse nei soffi, nei refoli e nei respiri piccoli. Perfino nel silenzio. (…) Non è
sempre necessario essere magnifica, eroica”. C’un tempo e un luogo per
ogni cosa. E così questo era il giorno per dirlo.



