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venerdì, Marzo 6, 2026

Cisl: “l’8 marzo non è un rito da consumare”

AttualitàCisl: "l'8 marzo non è un rito da consumare"

Riceviamo e pubblichiamo la nota della CISL AbruzzoMolise – AST Molise, sull’8 marzo, sul valore delle donne e la responsabilità collettiva nel contrasto alla violenza di genere, a partire dalla storia di Giulia Cecchettin.

“L’8 marzo non è un rito da consumare. È uno specchio che ci costringe a guardarci dentro. E quest’anno, in quello specchio, l’Italia vede un volto preciso: quello di Giulia Cecchettin.

Una storia che non possiamo archiviare.

La storia di Giulia non è solo una tragedia. È un terremoto morale. Ha attraversato scuole, piazze, famiglie, luoghi di lavoro. Ha costretto un Paese intero a chiedersi: Che cosa non abbiamo visto? Che cosa non abbiamo fatto?

Perché Giulia non è “cronaca nera”. È la prova che la violenza contro le donne non è un’ombra lontana, ma un fallimento collettivo. È la dimostrazione che la dignità femminile è ancora fragile, esposta, vulnerabile. È un grido che ci ricorda che non basta celebrare le donne: bisogna proteggerle, ascoltarle, crederle, sostenere.

Se una storia così vicina non ci scuote, allora l’8 marzo diventa solo una data. E noi non possiamo permetterlo.

Il Molise e il valore invisibile delle donne

Nel nostro territorio, le donne sono spesso la spina dorsale dei servizi pubblici, il cuore delle famiglie, la memoria delle comunità, la forza silenziosa che tiene insieme ciò che rischia di sgretolarsi.

Sono loro che reggono la scuola, la sanità, la cura, la mediazione sociale. Sono loro che affrontano carichi di lavoro doppi, stipendi più bassi, opportunità più fragili. Sono loro che, nonostante tutto, continuano a costruire.

Eppure, troppo spesso, restano invisibili. E invisibile resta anche la loro fatica.

La dichiarazione del Coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale CISL Molise, Antonio D’Alessandro

«L’8 marzo – dichiara Antonio D’Alessandro – non può essere un appuntamento rituale. È un richiamo alla responsabilità collettiva. Le donne del Molise reggono interi settori del nostro territorio: la scuola, la sanità, la cura, la coesione sociale. Sono loro a sostenere ciò che spesso non si vede, ciò che non fa notizia, ciò che però tiene in piedi le nostre comunità.»

D’Alessandro riferisce: «La storia di Giulia Cecchettin ci obbliga a non distogliere lo sguardo. Non possiamo più permettere che la violenza venga normalizzata, minimizzata o relegata a fatto privato. Ogni donna che subisce violenza è una sconfitta per tutti noi.»

E precisa: «Come CISL Molise abbiamo il dovere di trasformare l’8 marzo in un impegno concreto: parità salariale, servizi adeguati, tutela delle lavoratrici precarie, sostegno alle caregiver, presenza femminile nei luoghi decisionali. Non basta celebrare: bisogna cambiare.»

La CISL Molise ribadisce il proprio impegno a: difendere la parità salariale; garantire servizi che permettano di conciliare lavoro e vita; combattere ogni forma di violenza, anche quella sottile e quotidiana; promuovere la presenza delle donne nei luoghi decisionali; proteggere le lavoratrici più fragili; costruire un territorio che non costringa le donne a scegliere tra dignità e sopravvivenza.

Un Paese che non protegge le sue donne non è un Paese moderno: è un Paese incompiuto.

L’augurio che diventa promessa

A tutte le donne del Molise, del lavoro, della cura, della comunità, della CISL: grazie.

Grazie per ciò che fate, per ciò che reggete, per ciò che sopportate, per ciò che cambiate. Grazie per la forza che non chiede applausi, ma merita rispetto. Grazie per il coraggio che non divide, ma tiene insieme. Grazie per la dignità che non si impone, ma illumina.

Il nostro augurio è semplice e profondo: che ogni giorno sia un passo verso un Paese più giusto, più sicuro, più libero per tutte.

E la nostra promessa è chiara: la CISL Molise sarà sempre al vostro fianco. Nel lavoro, nella vita, nella lotta per la dignità.

La frase finale di Antonio D’Alessandro: «In un tempo che spesso divide, sono le donne a ricordarci che la comunità è un bene fragile e prezioso. A loro va il nostro impegno più serio, più umano, più necessario: costruire un Molise in cui nessuno debba più avere paura di essere ciò che è.»

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