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giovedì, Marzo 5, 2026

I viaggi di Maurizio Palmieri: l’Algeria

AttualitàI viaggi di Maurizio Palmieri: l'Algeria

Riceviamo e pubblichiamo gli appunti dei viaggi di Maurizio Palmieri

di Maurizio Palmieri*

La solita e l’inevitabile

Una città delle solite (1),
solita delusione?
L’esplorazione mi porta
ai Bastioni di Orano (2)
ho visto cose non umane
nel momento
che poggia
sullo sgomento
come lacrime nella pioggia.
L’epidemia è vicina (3),
distopia,
mi porto al porto (4)
di corsa, col fiato corto.
Ho sempre viaggiato
ma dopo la peste ho accelerato.
Troppo tempo chiuso.
Troppo abuso (5).
Distopia,
l’epidemia è vicina
mi perdo nella Medina (6),
un labirinto, un labirinto
sento
il lamento
-non arrenderti mai maine uscirai
Salvo!
La Moschea dei librai (7)!
Inevitabile librarsi
da paesi feriti, indignarsi
perchè mi han maltrattato?
No, mi hanno incantato
perché ho accettato
quel che mi hanno presentato (8)
nei Paesi del trauma francese la rabbia (9)
le distese contese di sabbia (10)
gli scontri violenti dei movimenti
dei giovani che non voglion i Mondiali
ma più istruzione e ospedali (11)

Nota 1. Orano, città algerina costiera, è così descritta da Camus nel romanzo La peste. Eppure ha un grande passato. Ha ospitato diverse popolazioni, tra cui berberi, arabi, turchi, spagnoli, francesi ed ebrei. Nel 1831, con l’occupazione francese, la maggioranza era ebrea. Solo nel 1975 la Sinagoga è stata trasformata in Moschea.

Nota 2. Le fortificazioni che la proteggevano (vedi foto). Giocarono un ruolo cruciale nella difesa della città da parte degli spagnoli nei confronti degli ottomani di Algeri che cercavano di riprenderla. Si gioca con l’espressione I bastioni di Orione e con il monologo di Blade Runner per ricordare un’esperienza densa e spettacolare, destinata a svanire nel tempo.

Nota 3. La peste. In questo romanzo lo scrittore francese Albert Camus immagina un’epidemia che colpisce Orano. Il flagello viene utilizzato come metafora della condizione umana e della lotta contro il male. Come ci comportiamo in situazioni simili? Il libro, non a caso, è stato scoperto da molti durante il Covid.

Nota 4. Il porto di Orano è un nodo fondamentale per i commerci nordafricani ed europei. Importante anche per quanto riguarda la competizione con il Marocco e la questione del Sahara Occidentale. l’Algeria appoggia gli indipendentisti del Fronte Polisario mentre l’altro stato maghrebino rivendica la sovranità di quel territorio. I due paesi non hanno più relazioni dopo che il Marocco si è avvicinato ad Israele (e quindi agli Stati Uniti) e partecipato agli accordi di Abramo. L’Algeria è vicina alla Russia. Seppur la guerra con l’Ucraina ha portato un forte aumento di domanda di gas algerino, i rapporti tra di loro sono rimasti buoni.

Nota 5. La pandemia ha aggredito anche i diritti delle persone?

Nota 6. L’allucinante contrasto della vecchia città di Marrakesh, patrimonio Unesco, con la nuova. La Medina è fatta di strette viuzze. Meandri dove si vive lentamente, a dispetto del significato del nome della città, che significa “passo veloce”.

Nota 7. Simbolo di Marrakesh, la Moschea citata (vedi foto) è chiamata così perché dopo l’anno 1000 era circondata da suk di libri. I libri che, nel sogno raccontato, mi salvano. Il
sogno incongruente, come i sogni sono, che mi fa passare, in fuga dalla peste, da un quartiere di Orano a un altro non della stessa città, bensì di Marrakesh. Allucinazioni. In entrambe le città sono stato riportato alla realtà da qualcosa che li accomuna, che unisce la cucina dei due paesi, il tajine. Mi era stato consigliato in Italia da una signora marocchina
prima della partenza. Si tratta di un delizioso stufato di carne con verdure, cotto in un recipiente di terracotta, dal quale deriva il termine. Spesso è accompagnato dal cous
cous ma io l’ho preferito senza, visto che il cous cous lo conoscevo già. Da Orano a Marrakesh non ci sono voli diretti.
Ho dovuto fare scalo a Casablanca. Una volta giunto in albergo ho chiesto una guida. Errore. Sono stato inserito in un tour collettivo che aveva il solo scopo di farti acquistare
qualcosa. Ennesima sosta presso un negozio di tappeti. Dopo essere stati costretti a fermarci in una farmacia Beri Beri, cioè artigianale, a mangiare quel che ci propinavano loro e ad ascoltare urlatori, mentre avevo chiesto musica di genere Gnawa o Rai, ho deciso di uscire dall’incubo. Ho iniziato così una visita in solitudine, che si è trasformata in sogno.

Nota 8. Spesso un paese lo si vive in base alla propria disposizione d’animo.

Nota 9. Il risentimento di Marocco e Algeria nei confronti della Francia, a causa del colonialismo.

Nota 10. la Guerra delle Sabbie del 1963, quando i due paesi si sono contesi una zona desertica.

Nota 11. Mobilitazione con scontri gravi, cui ho assistito, del movimento Gen Z 212, che denuncia la mancata attuazione delle riforme relative alla scuola e alla sanità per finanziare i mondiali di calcio del 2030. Le proteste sono divampate dopo che in una sola settimana sono morte sei donne nello stesso ospedale in seguito a un normale parto cesareo.

*Scrittore e docente

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