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giovedì, Marzo 26, 2026

POS 2026-2028, Uil Molise: “Piano operativo o piano di tagli mascherati?”

AttualitàPOS 2026-2028, Uil Molise: "Piano operativo o piano di tagli mascherati?"

Riceviamo e pubblichiamo la nota della Uil Molise sul POS 2026-2028

 

L’adozione del Programma Operativo Sanitario 2026-2028 segna un passaggio decisivo per la sanità molisana. L’approvazione era necessaria per sbloccare risorse fondamentali, ma ciò che conta è l’attuazione concreta e il suo impatto reale su cittadini e lavoratori. Il piano conferma il modello Hub & Spoke con il Cardarelli come polo ad alta complessità, San Timoteo e Veneziale in ruolo di supporto, e la riconversione del Caracciolo in ospedale di comunità. Scelte che, sulla carta, rispondono agli standard nazionali. Ma la sanità non è un esercizio teorico: è fatta di territori complessi, popolazione anziana e fragile, e di lavoratori che operano da anni in condizioni di sotto-organico strutturale.

Il personale sanitario molisano è da sempre in grave difficoltà: 9,8 unità ogni 1.000 abitanti contro una media nazionale di 11,9, appena 1,45 medici dipendenti ogni 1.000 (ultima regione d’Italia). Tra il 2026 e il 2030 andranno in pensione 148 medici su 424 e 385 infermieri su 1.376: oltre 530 professionisti in uscita in cinque anni. I concorsi vanno deserti, i medici selezionati rinunciano, il 118 ha organici largamente insufficienti. Sottolinea il Segretario della UILFPL Molise, Emilio Corbo.

Preoccupa il ridimensionamento di servizi strategici come emodinamica e punti nascita. In una regione piccola, tagliare un presidio significa distanze maggiori, tempi di intervento più lunghi e maggiore mobilità passiva. La riconversione di Agnone ha senso solo con investimenti reali nella medicina territoriale: altrimenti si rischia la marginalizzazione definitiva delle aree interne. Come UIL FPL Molise chiediamo che le risorse sbloccate vengano vincolate al rafforzamento degli organici, alla valorizzazione professionale e al potenziamento della sanità territoriale, con confronto preventivo con le parti sociali e monitoraggio costante sull’impatto del piano. La sanità pubblica molisana non può essere oggetto di un riequilibrio contabile: deve essere rilanciata. Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere la variabile di aggiustamento di scelte calate dall’alto. La UIL FPL Molise è pronta al confronto, ma con un principio chiaro: la riorganizzazione deve essere un miglioramento reale, non un ridimensionamento mascherato.

La sanità è una questione che riguarda tutti: chi lavora, chi è giovane e costruisce il proprio futuro in questa regione, anziani che necessitano di cure continuative e il più possibile vicine a casa, aggiunge il Segretario generale della UIL Molise, Gianni Ricci.

Non esiste persona che non sia toccata dalla qualità del sistema sanitario regionale. Per questo la UIL Molise segue con attenzione e preoccupazione l’evoluzione del POS 2026-2028: non come questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma come tema di giustizia sociale che attraversa trasversalmente l’intera comunità molisana. Un lavoratore che si ammala ha bisogno di cure rapide e accessibili per tornare al lavoro. Un giovane che vede un sistema sanitario in difficoltà è un giovane in più che sceglie di andarsene.

Un cittadino, magari più avanti con l’età, che deve percorrere cento chilometri per una visita specialistica è una persona a cui viene negata la dignità. Chiediamo alla Regione, per quanto di sua competenza, un cambio di passo: la sanità pubblica non è una voce di bilancio da tagliare, è il pilastro su cui si regge la coesione sociale di una terra già fragile”, conclude.

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