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giovedì, Febbraio 26, 2026

CIA Molise, l’assemblea elegge Vincenzo Alessandro nuovo presidente

AttualitàCIA Molise, l'assemblea elegge Vincenzo Alessandro nuovo presidente

Nona Assemblea elettiva per la CIA Molise questa mattina. Nella sala convegni del Centrum Palace di Campobasso ha aperto i lavori il presidente uscente Luigi Santoianni, che ha messo l’accento sulla cosiddetta crisi della rappresentanza, ossia il paventato venir meno, oggi, del valore degli organi elettivi intermedi. La CIA invece, ha ribadito Santoianni, continua a credere nella rappresentanza, negli organi democraticamente eletti.
Un passaggio di consegne avvenuto alla presenza di una platea composta da delegati e ospiti, a partire da enti e organizzazioni di settore. Presente la Camera di Commercio del Molise con il presidente Paolo Spina. Presente Legacoop Molise, con Sara Guidelli direttrice nazionale Legacoop Agroalimentare e Chiara Iosue, presidente Legacoop Molise. Tra le figure intervenute anche il direttore di Italia Olivicola Giuliano Martino, l’assessore della Provincia di Campobasso Antonio Tomassone, il presidente della Provincia di Campobasso; il presidente ANP Molise Angiolino Sisti in rappresentanza dei pensionati.
In tanti sono intervenuti e tutti hanno posto l’accento su temi cruciali per il comparto, a partire dalla necessità di continuare a coltivare e di rafforzare un costante confronto tra realtà che hanno a cuore il mondo agricolo: è l’unione degli intenti, con la convergenza di strategie e risorse, a fare la differenza.
In sala un pubblico attento e consistente ha seguito ogni passaggio di questa mattinata, fatta di interventi ufficiali e programmatici, ma anche di analisi tecniche dell’attuale situazione economica e di ricordi legati al cammino della CIA Molise fatto sinora. Michele Tanno, agronomo che ha dedicato tutta la vita alla valorizzazione delle terre e delle colture autoctone del Molise, ha ricevuto un plauso speciale dalle cariche e dall’assemblea per la passione che ancora mette nelle sue pubblicazioni e nelle tante attività non profit che propone in tutta la regione.
Unico il candidato alla successione di Santoianni: è Vincenzo D’Alessandro, imprenditore agricolo, titolare di un’azienda agricola di Gambatesa. Un imprenditore di rientro, tornato in Molise dopo anni trascorsi fuori regione e impegnato nel settore delle coltivazioni biologiche e dell’allevamento per il recupero e la valorizzazione delle risorse naturali locali. E’ a lui che per alzata di mano i delegati hanno consegnato il timone della prossima legislatura alla guida della CIA Molise.
Nel suo discorso programmatico D’Alessandro ha puntato subito sul richiamo urgente all’emergenza causata dalla fauna selvatica, una problematica che da anni attende risposte concrete attraverso una riforma nazionale e un provvedimento regionale che, per vari motivi, risultano ancora fermi. Da qui una riflessione più ampia sulle sfide del comparto, a cominciare dal calo dei prezzi delle produzioni primarie che condiziona pesantemente l’accesso degli agricoltori ai mercati, aggravato da una siccità sempre più strutturale legata ai cambiamenti climatici. In questo scenario, D’Alessandro ha sottolineato come il dialogo debba farsi serrato e franco soprattutto con quegli organismi che, operando per la tutela del territorio e dell’ambiente, ritengono di agire a favore degli agricoltori ma finiscono, il più delle volte, per determinare gravi danni al comparto attraverso vincoli e visioni distanti dalla realtà produttiva.
Il cuore dell’intervento si è poi spostato sulla nuova PAC, la cui imminente approvazione richiederà un lavoro capillare di confronto tra operatori e istituzioni per individuare soluzioni realmente incisive. Sarà necessario per il nuovo presidente CIA Molise un controllo rigoroso delle coperture finanziarie: chi pianifica investimenti quinquennali deve poter contare sulla certezza delle risorse, superando la stagione delle promesse non mantenute. In quest’ottica risulta fondamentale rafforzare il sostegno al reddito e le misure sulle superfici, unici strumenti capaci di difendere realmente le aree interne al di là di classificazioni burocratiche spesso confuse e parziali. In conclusione, d’Alessandro ha ribadito l’impegno per una crescita corale del settore, puntando sul ricambio generazionale per sostenere l’uscita dei senior e agevolare l’ingresso dei giovani, convinto che la partecipazione e la capacità di coltivare rapporti collettivi siano gli strumenti strategici per garantire la difesa degli interessi agroalimentari e la prosperità di un territorio che la categoria ha oggi nelle proprie mani.
Con un discorso appassionato e grato, il presidente uscente Luigi Santoianni ha ripercorso il cammino sin qui fatto, ringraziando i partner, i collaboratori e soprattutto la struttura, guidata oggi dal direttore Giovanni Colella. Ha sottolineato le conquiste e, riflettendo sulle aree che richiedono ancora impegno, si è rammaricato dell’assenza dell’assessore regionale all’agricoltura al congresso ed ha presentato ed introdotto la figura del presidente nazionale CIA Cristiano Fini, al quale è stata affidata la chiusura lavori.
Fini ha sottolineato l’importanza di incentivare sistemi basati su regole chiare e relativi controlli, entrambi sacrosanti, ma senza compromettere la serenità degli agricoltori. Sulla PAC, la posizione è netta: «Non approviamo l’inserimento in un fondo unico. Non è questa l’Europa che vogliamo e porteremo avanti le nostre istanze. Il modello adottato per il PNRR, a nostro avviso, ha visto risorse gestite senza una strategia organica. Se la nostra PAC dovesse seguire questa impostazione, ci opporremo con determinazione per promuovere una pagina nuova e diversa nella gestione e distribuzione dei fondi». Un passaggio deciso anche sulla centralità del settore primario: «Va difeso come obiettivo unico e non può diventare merce di scambio o strumento di contrattazione». Infine, un richiamo forte alla cooperazione come leva strategica per rafforzare la tenuta sui mercati: è necessario crederci fino in fondo, sostenere con convinzione le cooperative e promuovere forme di aggregazione tra di esse, così da raggiungere risultati sempre più solidi e strutturati. In un contesto in cui la parola “comunità” dovrà tornare a essere sempre più centrale.

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