Sono diverse le persone che si sottopongono a dialisi e per farlo si recano al centro dedicato al Cardarelli di Campobasso, arrivando anche da lontano. E fare dialisi non è una passeggiata. Dopo essersi sottoposti al trattamento, molti pazienti parlano di sindrome della stanchezza, descrivendola come “la sensazione di essere stati investiti da un treno”. Calo della pressione sanguigna, vertigini, crampi, forte mal di testa sono altri sintomi che non di rado compaiono a peggiorare ulteriormente il quadro. All’ospedale del capoluogo, dopo richieste specifiche, dalla Direzione Sanitaria della struttura è stato comunicato che sarebbero stati destinati, nel parcheggio davanti all’ingresso, 25 posti per le le auto dei pazienti che devono sottoporsi a dialisi. Ma da alcuni di loro, tramite l’associazione Aned Emodializzati, sono stati riscontrati ancora problemi. “Infatti – ha spiegato il vice-segretario regionale e referente di Campobasso Don Francesco Martino – nonostante i dializzati avessero accesso all’area, non hanno trovato alcuna indicazione, né i parcheggi riservati, ma solo quelli con i contrassegni per i disabili. E soprattutto la mattina, tutti i posti spesso risultano occupati – ha continuato – con i dializzati che devono fermare l’auto negli spazi dell’obitorio o comunque molto lontano dall’ingresso”. Questo comporta forti disagi per chi, dopo la dialisi, come si diceva, ha difficoltà deambulatorie, cali di pressione e altro. Alcuni di loro hanno chiesto spiegazioni alla sorveglianza che ha risposto di poter controllare solo le macchine parcheggiate negli spazi per disabili. Di qui la richiesta dell’Aned di prevedere almeno 8 o 9 posti contrassegnati per dializzati, anche per consentire ai caregiver di accompagnarli facilmente al reparto per la terapia prevista.
Dopo le segnalazioni e gli appelli dei social di Telemolise, il Direttore Sanitario dell’Asrem, Giovanni Giorgetta ha preso di petto la situazione e ha ripristinato, con un suo atto specifico, gli spazi per le auto di disabili e pazienti in dialisi. L’invito alle persone coinvolte e di tenerci comunque aggiornati sull’evolversi della situazione.



