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mercoledì, Febbraio 25, 2026

Molisano morto in cella ad Ascoli Piceno, avvocato: “Profili da chiarire”

AperturaMolisano morto in cella ad Ascoli Piceno, avvocato: "Profili da chiarire''

La famiglia di Joshua Di Carlo, 23 anni, di Campodipietra, vuole vederci chiaro. Tramite l’avvocato Silvio Tolesino, vuole capire perchè quel ragazzo che ha avuto momenti difficili, qproblemi di droga di droga, sia morto in una cella del carcere di Ascoli Piceno, dove era detenuto da un anno e mezzo. lontano da casa, Prima era in una struttura di recupero lì nelle Marche. “Era in buona salute, voleva riprendere in mano la sua vita e da un giorno all’altro non c’è più. Qualcosa non torna” ha detto il legale.
Joshua lo hanno trovato senza vita gli agenti della penitenziaria, durante il consueto giro di controllo. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari. Arresto cardiocircolatorio. Questo quanto dichiarato come causa del decesso. Tra le ipotesi al vaglio anche un’ingestione di farmaci, E’ stata disposta l’autopsia. “Ritengo che ci siano profili da approfondire e su cui indagare” ha spiegato l’avvocato Tolesino che ha incontrato la famiglia di Joshua. “Mi hanno riferito circostanze da approfondire”.
Il ragazzo, a giugno dello scorso anno fu ferito con un coltello, in una rissa. Non la prima aggressione, da quanto emerso, in sarebbe stato coinvolto. Pare temesse per la sua incolumità. “anche questo è un aspetto da tenere in conto. Abbiamo segnalato la cosa al carcere, alle autorità.”
Pare ancora che il ragazzo avesse dei segni sulla testa, sul volto. “Tutte circostanze da accertare con precisione” ha spiegato ancora Tolesino “che incarteremo e presenteremo all’autorità giudiziaria competente”.
Il sindaco di Campodipietra, Giuseppe Riccitelli, sui social ha voluto ricordare Joshua esprimendo vicinanza alla famiglia. “Era un ragazzo che non meritava questo tragico epilogo. Meritava una possibilità di riscatto – ha scritto – un futuro diverso e quella serenità che la vita, troppo spesso, gli ha negato. Chi lo ha conosciuto – ha continuato – ne ricorda la bontà d’animo e quella fame di vita che, a neanche 23 anni, dovrebbe essere un diritto inalienabile e non un rimpianto. La morte di un giovane in un luogo di privazione della libertà è una ferita che interroga le coscienze di tutti noi” ha concluso.

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