La Coldiretti Molise mette sotto accusa le importazioni di latte estero e le speculazioni dell’agroindustria e della distribuzione organizzata che, secondo la confederazione di categoria, stanno danneggiando uno dei settori di punta del sistema agroalimentare regionale e non valorizzano le produzioni locali”.
“Il tutto – afferma il presidente della Coldiretti di Campobasso, Giacinto Ricciuto – nonostante sia in fase di approvazione la Dop ‘Fiordilatte molisano’, fortemente sostenuta da tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione”.
Oggi in Molise, secondo le stime dell’organizzazione alla quale sono iscritti molti coltivatori diretti e allevatori,, sono attive meno di 800 stalle con circa 9.000 vacche da latte per oltre 1.000 addetti diretti. Una capacità produttiva che garantisce ogni anno circa 70 milioni di litri di latte fresco. “La speculazione, unita ai forti costi di gestione e agli investimenti necessari per un moderno allevamento rispettoso del benessere animale e votato alla qualità del prodotto – specifica Coldiretti – ha fatto chiudere oltre il 25% delle stalle negli ultimi dieci anni”.
La confederazione è preoccupata perchè, ribadisce, allevare costa, in termini di denaro e sacrifici. “Non riconoscerlo – conclude appellandosi alle istituzioni e a chiunque possa fare qualcosa – significa uccidere i sogni dei giovani che vogliono intraprendere con passione questo lavoro, ma anche accettare che le nostre campagne diventino incolte o terreni buoni per la speculazione energetica e la cementificazione”.



