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sabato, Febbraio 21, 2026

Strade pericolose o guida imprudente?

EditorialiStrade pericolose o guida imprudente?

di Agostino Rocco*

Le strade molisane sono pericolose? Oppure guidiamo male? Le strade non sono assassine. Lo diventiamo noi.
Ogni volta che un incidente spezza una vita, il riflesso è immediato: strada pericolosa. La curva maledetta. L’incrocio killer. Il tratto senza illuminazione. È una formula rassicurante, perché sposta la colpa fuori da noi. Ma è anche, troppo spesso, una semplificazione comoda.

Agostino Rocco

Le infrastrutture contano, certo. Buche, segnaletica confusa, incroci progettati male sono problemi reali. E uno Stato serio deve investire in manutenzione e sicurezza. Ma la verità più scomoda è un’altra: la maggior parte degli incidenti nasce da comportamenti umani. Distrazione, velocità, imprudenza. Non è l’asfalto a scrivere messaggi mentre si guida.
Il cellulare è diventato il vero passeggero invisibile. Vibra, richiama, pretende attenzione. E noi gliela concediamo. Tre secondi a guardare uno schermo a 90 chilometri orari significano decine di metri percorsi senza vedere. Non è una disattenzione: è una scelta. Piccola, quotidiana, normalizzata. Ma è lì che si consuma la differenza tra un rientro a casa e una sirena nella notte.
C’è poi la velocità, che non è solo un dato sul tachimetro. È un atteggiamento. La fretta elevata a diritto, l’idea che il tempo personale valga più della sicurezza collettiva. “Tanto so guidare.” “Tanto non succede.” È l’illusione del controllo che precede l’impatto.
Il problema, allora, non è solo tecnico. È culturale. Abbiamo trasformato la guida in un’attività accessoria, da svolgere mentre facciamo altro. Telefoniamo, discutiamo, pensiamo, corriamo. Dimenticando che guidare è, prima di tutto, un atto di responsabilità verso chi incrociamo: pedoni, ciclisti, altri automobilisti. Sconosciuti che affidano inconsapevolmente la propria vita anche alle nostre mani.
Le strade possono essere migliorate. Devono esserlo. Ma nessuna rotatoria potrà correggere l’arroganza, nessun autovelox potrà sostituire il buon senso, nessuna campagna potrà cambiare le cose se non cambia l’idea che abbiamo della guida.
La domanda giusta, allora, non è se le strade siano pericolose.
La domanda è: come scegliamo di percorrerle?

*Giornalista e scrittore

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