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venerdì, Febbraio 20, 2026

Processo in Corte d’Assise a Irma Forte, ascoltati i primi testimoni

AttualitàProcesso in Corte d'Assise a Irma Forte, ascoltati i primi testimoni

La ricostruzione delle indagini da parte dei carabinieri e le testimonianze dei medici dell’ambulanza e del pronto soccorso di Isernia al centro dell’udienza in Corte d’Assise a Campobasso, per il processo a Irma Forte, la donna che, a Santa Maria del Molise, alla Vigilia di Natale del 2022 uccise il marito, Carlo Giancola, colpendolo alla testa con un ciocco di legna, dopo una lite, come lei stessa riferì subito. Oggi era in aula, davanti alla Corte presieduta da Enrico Di Dedda, ai giudici popolari e ha ascoltato, con uno dei suoi legali, Giuseppe De Rubertis, l’altro è Demetrio Rivellino, quanto hanno riferito i primi testimoni della Pubblica Accusa, rappresentata dal Procuratore facente funzioni di Isernia Marco Gaeta. I carabinieri sentiti hanno ricostruito la scena del delitto, con le foto nel fascicolo d’indagine. Descritta la posizione del corpo della vittima, sul letto, semivestito, in una pozza di sangue, soprattutto intorno alla testa, a terra, gli schizzi su muro, tenda e lampadario; hanno parlato dei reperti sequestrati, le lenzuola insanguinate, pezzi di legno, trovati con tracce ematiche sopra. Il militare a bordo dell’ambulanza, che ha accompagnato Irma Forte in ospedale, ha raccontato che quest’ultima era in stato di agitazione e, al medico, ha detto che aveva avuto una discussione con il marito il quale l’aveva afferrata al collo e alle spalle e l’aveva colpita con un pugno provocandole un’ecchimosi sul labbro superiore. Di qui la reazione riferita dalla donna mimando un colpo con il braccio. “Forte era in stato catatonico quando siamo arrivati in casa – ha dichiarato invece il medico del 118 – in seguito si è sciolta, ma poi è stata sedata perchè agitata. Prima di salire in ambulanza ha detto a un parente “che cosa o fatto, perdonatemi”. Confermata anche dal medico del pronto soccorso di Isernia la presenza dell’ecchimosi sul labbro e il fatto la donna dicesse di avere dolori al collo e alle spalle. Era calma, rispondeva a fatica, le è stata fatta una tac alla testa e al volto, negativa ed è stata dimessa con diagnosi minima senza collare. La donna ha riferito invece che lo aveva. “Puntiamo a far riconoscere l’attenuante che Forte era vessata dal marito e ha reagito in modo spropositato, ma era comunque in una condizione di stress” ha dichuiarato De Rubertis
Si torna in aula il sei marzo.
Per l’accusa si stratta di omicidio aggravato dal fatto che vittima e imputato fossero marito e moglie.

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