Campobasso e il treno. Una storia pluridecennale, costellata da successi, pochi e fallimenti molti. Un percorso irto di ostacoli, proprio come il tratto di ferrovia che separa il capoluogo della regione Molise dalla capitale.
Campobasso Roma in treno, una scommessa più che un viaggio. Oggi, non c’è alcun vagone che parte con destinazione Stazione Termini. Un salto all’indietro anche rispetto a 50 anni fa, quando da piazza Cuoco partiva la littorina: arrivo a Roma, nel migliore dei casi dopo 4 ore e 15. Roba da ferrovie del sud est asiatico.
In meno di 24 ore, più di mille persone hanno firmato la petizione lanciata dal centrosinistra per richiedere la riapertura della Stazione e la ripartenza dei treni da Campobasso, prevista, nella migliore delle ipotesi nel 2028. Unico capoluogo di regione in Italia a non avere il trasporto su rotaia.
In un passato più o meno recente, non c’è stata giunta regionale che non ci abbia messo più di uno zampino, in un flop che spesso si è trasformato in farsa. Come nell’estate del 2017, quando all’inaugurazione del treno Swing (letterale slancio), gli amministratori dell’epoca si vestirono da ferrovieri.
Si parlava allora della necessità di treni veloci in vista del raddoppio della Termoli Lesina.
Nove anni dopo, i treni che da Termoli sono diretti in Puglia viaggiano sempre sul binario unico, anche se i lavori ora procedono più o meno spediti. Ma a Campobasso, invece, di binari non ce ne sono.
L’elettrificazione non sarà completata prima di due anni, ma intorno alla città sono presenti stazioncine che avrebbero dovuto rappresentare il futuro di questo collegamento: la cosiddetta metropolitana leggera. Opere ormai assalite dalla vegetazione perchè mai entrate in funzione.
In questo scenario si riparte dalla raccolta firme, perché i veri danneggiati da questa gestione dissennata e incompetente, sono i cittadini. Nessuno dal Molise è mai riuscito a prendere di petto Trenitalia e il Ministero dei Trasporti. E anche il dissesto delle ferrovie diventa materia su cui ironizzare sui social, mentre a rimetterci sono i viaggiatori e l’immagine di un’intera regione.



