Sale la protesta dei sindaci sul decreto che prevede il passaggio da 44 sedi di Guardia Medica a sole 16, con una riduzione del 64% dei presidi, soprattutto nelle aree interne della provincia di Isernia.
“Ancora una volta – ha dichiarato il sindaco Piero Castratari – i sindaci e i loro territori vengono ignorati, ancora una volta si tagliano servizi essenziali quando potrebbero essere colpite altre voci di spesa. Su questa battaglia – ha concluso – non arretreremo di un millimetro”. Castrataro ha espresso “piena condivisione e sostegno” all’allarme lanciato dai sindaci di Cerro al Volturno, Rocchetta al Volturno, Pescolanciano, Carovilli e Agnone, sottolineando che la riduzione dei servizi legati alla guardia medica fosse già stata contestata formalmente in sede di Conferenza dei Sindaci.
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Scapoli: “Mentre il Pronto Soccorso del Veneziale è ormai allo stremo – scrive il primo cittadino Emilio Ricci insieme al consigliere provinciale Giuseppe Centracchio -, si ipotizza di colpire proprio la sanità di prossimità, spesso l’unico presidio sanitario disponibile nelle ore notturne e festive. È un paradosso che non possiamo accettare. Ridimensionare le guardie mediche, toglierle o allontanarle significa una sola cosa: spostare tutto sul un Pronto Soccorso aggravando una situazione già al limite – concludono –. Significa più chiamate, più richieste di ambulanze, più accessi impropri, più lavoro e più stress per il poco personale rimasto. Significa aumentare il rischio clinico per le persone più fragili”.



