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venerdì, Febbraio 6, 2026

Studenti Boccardi Termoli in Tribunale per partecipare a processo penale

AttualitàStudenti Boccardi Termoli in Tribunale per partecipare a processo penale

L’atmosfera è raccolta e, a tratti, coinvolgente. Vincenzo Musacchio illustra agli studenti i lineamenti del processo penale italiano attraverso un excursus storico e comparatistico, spiegando con chiarezza le fasi procedurali che seguono la denuncia di un reato. Il criminologo descrive il percorso giudiziario volto ad accertare la responsabilità individuale: le indagini preliminari, durante le quali il pubblico ministero raccoglie prove a carico e a discarico; l’udienza preliminare, nella quale si decide se procedere con il dibattimento; e il dibattimento, momento di confronto pubblico tra accusa e difesa con acquisizione delle prove in aula di fronte a un giudice terzo e imparziale. Le figure fondamentali del processo sono dunque il pubblico ministero (accusa), l’imputato (assistito da un avvocato) e il giudice. Il procedimento si conclude con una sentenza di condanna o di assoluzione, fondata sul principio della presunzione di innocenza: l’onere della prova della colpevolezza ricade sull’accusa. Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto di istruzione secondaria superiore “Boccardi” di Termoli. Giunta alla terza edizione, l’iniziativa è nata da un progetto promosso dal Tribunale di Larino, all’epoca presieduto dal dottor Michele Russo, su impulso di Vincenzo Musacchio, direttore di tribunale e docente universitario. L’obiettivo era ed è quello di offrire un’esperienza formativa diretta per comprendere i meccanismi della giustizia penale: il progetto prevede la partecipazione attiva degli studenti a simulazioni di processo in aula basate su casi di pubblico interesse, con ruoli definiti e procedure codificate. In questa edizione, davanti al giudice onorario Orietta Testa e al pubblico ministero onorario Guido Torricella, sono stati esaminati diversi reati nella fase dibattimentale, con l’intento di illustrare concretamente le conseguenze penali della commissione di un reato e il funzionamento del processo accusatorio. L’esperienza diretta permette agli studenti di recitare ruoli processuali — accusa, difesa, imputato, testimone — e di comprendere le responsabilità e le dinamiche procedurali coinvolte. Secondo i promotori, tale percorso formativo non solo accresce le competenze giuridiche degli alunni, ma arricchisce anche il corpo docente, favorendo una cultura civica più consapevole. “La finalità è che il progetto sia interiorizzato dagli studenti: non vogliamo una semplice rappresentazione, ma far comprendere che determinate condotte comportino conseguenze penali e quali sono le fasi successive alla commissione di un reato”, sottolinea Vincenzo Musacchio.

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