Gli unici segni sull’asfalto li ha lasciati il Tir. Una trentina di metri impressi sulla strada prima dell’impatto che ha disintegrato la Panda. Irriconoscibile, adagiata accanto al guard rail, con all’interno il corpo senza vita di Silvia Carlucci.
La ragazza stava andando a Campobasso per un esame all’università. Iscritta alla facoltà di economia, era nel pieno dei suoi 21anni, che avrebbe compiuto a maggio.
Le modalità dell’incidente saranno ricostruite esaminando i rilievi. Ma il dato certo è che la Statale 17 si conferma una strada ad altissimo rischio, specie in quel tratto.
Tra i saliscendi e i curvoni del tratto prima del bivio di Castelpetroso, sono almeno una decina gli incidenti che hanno avuto un esito tragico.
Nell’ultimo anno, lungo il percorso tra Campobasso e Isernia, sono state anche realizzate rotonde per ridurre la velocità. Ma la presenza costante di mezzi pesanti ha aumentato i pericoli in modo esponenziale, in un percorso già a rischio per i tanti innesti laterali.
Nei mesi scorsi si è raggiunto un accordo con l’Anas e il Ministero dei Trasporti per il raddoppio della Trignina, altra strada a scorrimento veloce pericolosissima. La mole di traffico e di pendolari che ogni giorno percorrono la Statale 17 obbliga a prendere in esame interventi per la sicurezza.
Silvia, 20 anni e un sorriso dolcissimo, era una studentessa che aveva scelto di restare nella sua terra. Nessuno poteva immaginare che le sue speranze di futuro sarebbero finite contro un camion



