Si accende una nuova polemica tra il sindaco di Isernia e i commissari alla sanità. La questione è quella della proposta avanzata da Piero Castrataro circa la possibilità di inserire indennità aggiuntive, con risorse messe dal Comune, nei concorsi per il reclutamento di nuovi medici. Il sindaco rende noto che i commissari hanno bocciato l’idea. I commissari poco dopo replicano e pubblicano la lettera che hanno inviato al primo cittadino. Pubblichiamo qui tutti i documenti relativi alla vicenda.
Questo è il comunicato di Castrataro:
“Dalla tenda in cui ho scelto di restare per difendere il diritto alla salute dei miei concittadini, registro due notizie che non sono solo preoccupanti, ma mettono in luce il fallimento di un intero sistema di gestione. In queste ore è arrivato il parere negativo del Collegio dei Revisori dei Conti sul bilancio preventivo Asrem 2026. Non si tratta solo di un intoppo burocratico, ma dell’attestazione di un fallimento gestionale sistemico. I revisori hanno messo nero su bianco che le previsioni non sono attendibili, né congrue, né coerenti con il Piano di attività 2026, con i finanziamenti regionali nonché con le direttive impartite dalle autorità regionali e centrali. Il dato è chiaro: per l’anno in corso si prevede una perdita di oltre 19 milioni e mezzo di euro, in barba al principio costituzionale di equilibrio di bilancio. In altre parole si continua a generare debito, mentre le proposte che mirano ad un’idea di risparmio vengono declinate. E qui la seconda cattiva notizia: la struttura commissariale ha bocciato la nostra proposta circa la possibilità di inserire indennità aggiuntive, con risorse comunali, nei concorsi per il reclutamento di nuovi medici, trincerandosi dietro un presunto obbligo di estensione a tutto il personale in organico, ma senza riferimenti normativi. Ai Commissari avevamo inviato tutta la documentazione relativa al percorso seguito dalla Regione Toscana in simili circostanze, a dimostrazione dell’applicabilità della proposta. A questo punto, sorge il dubbio che qui qualcuno non voglia davvero risolvere il problema. E non si tratta di una questione di risorse in una Regione in piano di rientro. Il Comune di Isernia è pronto ad investire fondi propri per rendere attrattivi i bandi, generando un risparmio netto per le casse di Asrem, che oggi spende cifre cospicue per prestazioni aggiuntive “a gettone”. Siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso logico ed amministrativo. Un muro di gomma di fronte al quale non abbiamo alcuna intenzione di fermarci. Scriverò al Tavolo Tecnico per un parere sulla nostra proposta. Voglio che siano i tecnici romani a dirci se la salute dei molisani deve soccombere per un cavillo burocratico o se la strada che abbiamo individuato è percorribile. La tenda resta. Non come simbolo di protesta, ma di proposta. Perché nessuno potrà impedirci di provarci”.
Questa è la risposta inviata alla stampa dal subcommissario Ulisse Di Giacomo:
“In una nota inviata alle agenzie di stampa il sindaco di Isernia, Ing. Piero Castrataro, comunica fatti e circostanze che non corrispondono al vero. In premessa, non si intende rispondere alla sua sorprendente accusa di “fallimento di un intero sistema di gestione”, riferita al parere negativo espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti sul bilancio di previsione dell’ASReM per l’anno 2026, rivelando, così, una conoscenza assai lacunosa delle funzioni e dei compiti – diversi e diversamente distribuiti – tra gli organi dirigenziali della sanità molisana. Siamo certi che qualcun altro risponderà alle sue preoccupazioni partite, peraltro, dai problemi del Pronto Soccorso di Isernia per poi elevarsi improvvisamente all’intera Azienda Sanitaria Regionale. Un cambio di passo e di livello che suscita non poche perplessità in una regione in cui la sanità viene spesso usata per organizzare le campagne elettorali. Una risposta va data, invece, alle accuse dirette alla nota che noi Commissari gli avevamo inviato in risposta alle sue richieste relative alle indennità aggiuntive nei concorsi per reclutamento del personale medico. A tal proposito ci limitiamo a rendere pubblica proprio quella nostra risposta (cosa che non avremmo fatto se non fossimo stati nuovamente coinvolti), così da sollecitare i cittadini a farsi un giudizio autonomo sulle problematiche reali che affronta chi vuole e deve muoversi all’interno della normativa vigente, a differenza di chi invece improvvisa soluzioni fuori da qualsiasi contesto legislativo e di legittimità”.
Questa infine è la lettera che i commissari hanno inviato a Castrataro sulla sua proposta:
“In riscontro alla nota richiamata in oggetto, relativa alla prospettata estensione al Servizio Sanitario
Regionale del Molise, ed in particolare al Presidio Ospedaliero “F. Veneziale” di Isernia, del progetto attuato dalla Regione Toscana, si ritiene necessario formulare alcune osservazioni.
In via preliminare, va evidenziato che qualsiasi iniziativa finalizzata ad incentivare il personale sanitario in relazione a particolari condizioni di lavoro e di disagio, dovrebbe essere necessariamente ispirata al principio di uniformità di trattamento economico per tutto il personale che abbia la stessa qualifica e svolga le stesse mansioni, sia che si tratti di neoassunti che di personale già in servizio. Ne consegue che eventuali misure incentivanti non possono essere circoscritte ai soli medici neoassunti del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Isernia, ma dovrebbero estendersi all’intero personale già in servizio nell’area dell’Emergenza-Urgenza di tutti i Presìdi Ospedalieri della Regione Molise, facenti parte della stessa e unica Azienda Sanitaria Regionale, al fine di evitare ingiustificate e illegittime disparità di trattamento.
Nel merito, si evidenzia che:
• la Regione Molise si trova attualmente in Piano di Rientro e in regime di commissariamento da parte del Governo, in un contesto profondamente diverso rispetto ad altre realtà regionali, quali la Toscana, rendendo non possibili né replicabili modelli o soluzioni adottate altrove;
• Le Leggi nazionali di Bilancio per l’anno ‘25 e ’26 già prevedono che le regioni possano destinare una quota del proprio Fondo Sanitario Regionale ad attività aggiuntiva per il personale che opera in
particolari condizioni di disagio lavorativo;
• l’attenzione rivolta esclusivamente al personale neoassunto determina una evidente disparità di
trattamento rispetto al personale già in servizio, che opera quotidianamente nelle medesime e spesso
più gravose condizioni lavorative;
• eventuali incentivi economici a compensazione da parte di Enti Pubblici, destinati a un solo Presidio Ospedaliero, non appaiono coerenti con il quadro complessivo delle criticità presenti in tutto il territorio, considerato che situazioni di carenza di personale, forse più rilevanti, sono presenti anche presso i Presìdi di Campobasso e Termoli, con volumi di prestazioni effettuate anche più consistenti;
• non risulta inoltre comprensibile la scelta di limitare l’eventuale intervento al solo personale medico, escludendo il personale infermieristico e le altre figure sanitarie, il cui contributo è essenziale per il funzionamento dei servizi di emergenza-urgenza;
• la Regione è tenuta a garantire l’erogazione uniforme dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) su
tutto il territorio regionale, obiettivo che mal si concilia con interventi settoriali e territorialmente
circoscritti.
Si evidenzia inoltre che qualsiasi ipotesi di incentivazione economica del personale sanitario, incidendo sulle condizioni di lavoro e sui trattamenti accessori, non può prescindere dal preventivo coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, nel rispetto delle prerogative di confronto previste dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva di riferimento. Alla luce di quanto sopra, in presenza in ogni caso di un’iniziativa apprezzabile e meritoria, qualora l’Amministrazione Comunale di Isernia intendesse comunque destinare risorse proprie a sostegno del personale sanitario, si ritiene più appropriato che tale iniziativa venga valutata e condivisa direttamente con l’ASReM. Quale ente datore di lavoro e soggetto competente in materia di organizzazione e gestione del personale, infatti, e con il supporto prezioso delle Organizzazioni Sindacali di settore, l’ASReM potrebbe adoperarsi in ogni
direzione per individuare soluzioni praticabili. Tanto vale anche per una eventuale raccolta fondi volontaria da parte di cittadini”.




