Finisce in Parlamento il caso della stazione ferroviaria di Campobasso chiusa da 6 anni. Il deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo ha presentato una interrogazione alla Camera. Lo annuncia il consigliere regionale pentastellato Roberto Gravina. Il tratto tra Bojano e il capoluogo è stato teatro di una serie di imprevisti durante i lavori di elettrificazione della rete che hanno visto moltiplicare i costi e allungare i tempi di riapertura.
“L’isolamento ferroviario di Campobasso – osserva l’esponente dell’opposizione a Palazzo D’Aimmo -, è rimasto completamente irrisolto. Nonostante gli investimenti, il capoluogo continua a essere servito da bus sostitutivi e la riapertura viene proiettata al dicembre 2028”. L’atto parlamentare evidenzia divergenze tra le affermazioni rese da Rfi in audizione regionale, quando si parlò di due gallerie crollate e della necessità di utilizzare una Tbm e cioè una particolare macchina per lo scavo in gallerie, e quanto invece riportato successivamente nella risposta ministeriale del febbraio 2025, che riconduceva tutto a un’unica galleria (Colle Barone) e negava il ricorso al macchinario Tbm, attribuendo il problema a un evento imprevisto”.
“Con l’interrogazione – spiega Gravina – chiediamo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – se sia a conoscenza della situazione reale e, soprattutto, quali problematiche relative alle gallerie abbiano portato, nell’arco di pochi mesi, a due valutazioni completamente differenti”. Il consigliere 5 Stelle chiama in causa anche il governo regionale: “È evidente – afferma – che l’assessore Marone non abbia esercitato alcuna incisività nel portare all’attenzione del ministero e del suo stesso ministro una situazione che definire drammatica è poco. Ci si aspetterebbe ben altro da chi siede sia in Giunta sia nei tavoli romani accanto al ministro Salvini”.
Infine viene sollevata la questione dei tempi: “Un passaggio centrale dell’interrogazione riguarda la possibilità di anticipare la data di riapertura della stazione di Campobasso. Il ministero deve dire chiaramente se esistono gli strumenti e le risorse per riaprire prima del 2028”.



