Il Presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, in occasione del “Giorno della Memoria”, istituito con legge n. 177 del 2000, ha dichiarato:
“La decisione del Parlamento italiano di istituire il “Giorno della memoria” nella data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e quindi dell’apertura al mondo di ciò realmente fu la cosiddetta “soluzione finale” operata dai nazisti ai danni del popolo ebraico e di ogni categoria sociale non gradita al regime, oppositori politici, zingari, portatori di handicap, omosessuali, rappresenta un monito ad ogni generazione successiva affinché nessuno perda il ricordo di quei fatti, di quella follia, di quell’estremismo che portò ad un genocidio di proporzioni mai viste prima nella storia. Mai, infatti, l’uomo aveva organizzato con leggi e con un vero e proprio sistema industriale, particolarmente efficace ed efficiente, l’espoliazione prima, di ogni diritto di milioni di persone, quindi, la loro deportazione poi, in altri luoghi da quelli di residenza per giungere, dunque, l’annientamento nei compi di sterminio, dando compimento alla “soluzione finale”. Un’organizzazione che purtroppo vide tra i tanti operatori non solo individui fortemente politicizzati o ideologizzati con propensioni magari sadiche, ma anche persone comuni, dimostrando quella triste “banalità del male” di cui scriveva Hannah Arendt. Una CULTURA della MORTE e della PREVARICAZIONE, quella scaturita da un odio razziale portato all’estremo, alla quale le democrazie che nacquero dalle macerie della Seconda guerra mondiale, tra cui la nostra, seppero contrapporre la CULTURA della VITA e della TOLLERANZA. Ma questo tipo di cultura è frutto di un’evoluzione filosofica, valoriale, politica, scientifica e civile che è tanto forte nella portata ideale quanto debole nella possibilità di essere attaccata, oscurata e manipolata, da spinte totalizzartici, ideologizzate politicamente e estremizzate religiosamente che si manifestano sistematicamente nel susseguirsi delle epoche storiche in diverse società o paesi, generando differenti influssi nella loro vita quotidiana e sociale. L’antisemitismo, ad esempio, è riemerso tante volte nella storia dell’umanità a seguito di momenti di condanna e di creazione di sistemi di multiculturalismo nella nostra Europa come in altre parti del mondo. In questi mesi abbiamo assistito purtroppo al riemergere di tali sentimenti a seguito del conflitto a Gaza. Una lettura di parte se non superficiale di quel conflitto ha portato ad episodi di antisemitismo, come quello verificatosi sulla spiaggia australiana ai danni di civili ebraici e in altre parti dell’Occidente. Il Giorno della Memoria, quindi, deve servirci anche a tenere alta l’attenzione affinché i germi che portarono maldestri slogan lanciati in sparute manifestazioni nella Germania degli anni ’20 e 30’ del ‘900 all’orrore dell’efficiente “macchina della morte” dei forni crematori degli anni ’40 in varie parti del nord Europa, non abbiano a ripresentarsi e a corrompere il corpo sano delle nostre società. Tutti, istituzioni, mondo della cultura, della scuola, della scienza, delle arti e delle professioni, oltre che del sindacato, fino ad arrivare ad ogni singolo cittadino, dobbiamo sentirci impegnati in prima linea nel portare aventi e nel difendere la cultura della vita e della tolleranza, in una prospettiva di interpretazione autentica degli elementi realmente fondanti le realtà nazionali del cosiddetto “mondo libero”, tra cui non ultima quella italiana: giustizia, libertà e concordia. Il Consiglio regionale è impegnato fortemente in questa battaglia di civiltà e giustizia operando, per quanto di sua competenza nella stesura di leggi e nella elaborazioni di programmazioni, con decisione e convinzione, per ribadire, in ogni occasione utile, il suo no ad ogni forma di antisemitismo e di prevaricazione di ciascun cittadino, singolo o associato, quale che siano le sue condizioni fisiche, le sue convinzioni ideologiche, la sua fede religiosa, i suoi orientamenti sessuali, la sua cultura oltre che, ovviamente, la sua razza e la sua etnia”.
Il messaggio del Presidente della Regione Francesco Roberti:
“Il 27 gennaio è una data che richiama l’Europa e il mondo intero a un esercizio profondo e necessario di memoria.
Nel Giorno della Memoria ricordiamo la Shoah, una delle pagine più buie della storia dell’umanità, nella quale milioni di uomini, donne e bambini furono perseguitati, deportati e sterminati a causa della loro identità, della loro cultura, della loro fede.
La Regione Molise si unisce a questo momento di raccoglimento e riflessione, consapevole che la memoria non può e non deve essere confinata al passato.
Ricordare la Shoah significa interrogarsi sul presente e sul futuro, comprendere fino a che punto l’odio, il fanatismo e l’indifferenza possano condurre alla negazione totale della dignità umana.
Il dramma della Shoah ci insegna che nessuna conquista civile può dirsi definitiva e che la democrazia va custodita ogni giorno attraverso il rispetto dei diritti, la tutela delle minoranze e il rifiuto di ogni forma di discriminazione.
È da questa consapevolezza che nasce l’impegno delle istituzioni nel promuovere la cultura della memoria, della pace e della convivenza civile.
Un pensiero particolare va alle giovani generazioni, chiamate a farsi testimoni consapevoli di questa eredità morale. A loro spetta il compito di trasformare la memoria in responsabilità, in partecipazione, in azioni concrete capaci di contrastare il riemergere di linguaggi e comportamenti che alimentano l’odio e la divisione.
Nel ricordare le vittime della Shoah, rinnoviamo oggi il nostro impegno affinché la memoria diventi argine contro l’indifferenza e fondamento di una società più giusta, solidale e rispettosa della dignità di ogni persona.”
Il messaggio del senatore di Fratelli d’Italia Costanzo della Porta
«Il 27 gennaio, la Giornata della Memoria, non è solo una data ma un dovere di ricordo, un impegno educativo che riguarda soprattutto le giovani generazioni. La memoria della Shoah deve vivere nelle scuole, nei luoghi della formazione, affinché l’orrore dell’antisemitismo e di ogni forma di odio non trovi mai più spazio nella nostra società».
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Costanzo Della Porta, sottolineando l’importanza delle iniziative che coinvolgono studenti e docenti anche in Molise, dove il lavoro delle scuole rappresenta un presidio fondamentale di consapevolezza e responsabilità civile.
«Ricordare significa educare al rispetto, alla dignità della persona, alla libertà. È su questi valori che si costruisce una comunità più giusta e coesa», aggiunge Della Porta.
«Non a caso, proprio oggi martedì 27 gennaio – conclude Della Porta – sarà incardinato presso la Prima Commissione del Senato il disegno di legge contro l’antisemitismo. Ma la vera sfida si gioca ogni giorno nelle aule scolastiche: è lì che si formano coscienze libere, capaci di riconoscere e respingere l’odio, ed è lì che la memoria diventa futuro».
In occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Termoli si illuminerà di giallo come segno di raccoglimento, riflessione e rispetto verso le vittime della Shoah.
Il colore giallo richiama la stella imposta agli ebrei durante le persecuzioni nazifasciste e diventa oggi un simbolo di memoria, consapevolezza e impegno collettivo affinché l’orrore dell’Olocausto non venga mai dimenticato.
«Illuminare il Comune di giallo – dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali Mariella Vaino – significa accendere una luce contro l’indifferenza, ricordare milioni di vite spezzate e ribadire con forza i valori della dignità umana, della libertà e del rispetto. La memoria non è solo ricordo del passato, ma responsabilità quotidiana verso il presente e il futuro, soprattutto per le nuove generazioni».
L’Amministrazione comunale invita tutta la cittadinanza a fermarsi, riflettere e partecipare a questo momento simbolico, affinché la memoria diventi coscienza viva e condivisa.
Per non dimenticare, Mai.


