Riceviamo e pubblichiamo la nota della Consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli
“In questi giorni, sempre più ‘caldi’ sulle tante questioni aperte nel settore dei Trasporti, dopo aver analizzato con attenzione la documentazione relativa alle gare per il rinnovo del parco rotabile e l’acquisto degli scuolabus destinati alle aree interne con i fondi del FESR FSE+ 2021-2027, ho inviato una richiesta di chiarimenti ai vertici del Servizio Trasporti e del Servizio Rendicontazione Controllo e Vigilanza.
La situazione va chiarita: nonostante le procedure di aggiudicazione siano concluse, i mezzi acquistati dove sono e quando entrano in servizio? Per capire meglio, ho inoltrato formale domanda per sapere quanti pullman siano stati realmente consegnati, dove siano dislocati e se siano già dotati di targa e immatricolazione per circolare sulle nostre strade.
Non solo, serve estrema chiarezza anche sulla gestione finanziaria e amministrativa. Ho chiesto conferma dell’avvenuto saldo dei circa 26 milioni di euro, e di conoscere l’elenco dei dirigenti e dei funzionari che hanno percepito, o stanno per percepire, gli incentivi per le funzioni tecniche legati a queste forniture. Somme ingenti che sicuramente rispettano le disposizioni normative, ma che interrogano l’amministrazione sulla necessità di una migliore attuazione del codice degli appalti. Non vorremmo mai che l’efficienza dei funzionari pubblici sia accelerata dell’entità degli incentivi economici collegati alle gare, perché questo, di conseguenza, determinerebbe una demotivazione eccessiva del personale che non gestisce grandi appalti.
La nostra preoccupazione, pertanto, non è solo tecnica, ma è politica. Perché è tempo di far funzionare meglio l’organizzazione delle risorse umane in Regione. Aggiungo un altro e fondamentale motivo. È evidente che l’acquisto di questi scuolabus non è frutto di una programmazione basata sulle reali necessità dei nostri comuni, che certo hanno bisogno di quasi tutto per migliorare i propri servizi, e quindi anche di pulmini, ma non come priorità ‘numero 1’. Cioè, se chiedeste oggi a un sindaco di cosa necessita la sua comunità, sicuramente non indicherebbe quella di avere solo pulmini. Quindi il motivo è un altro. L’acquisto degli scuolabus è stato determinato da una corsa affannosa e scomposta per non perdere i finanziamenti europei del PR Molise FESR FSE+ 2021-2027. Sì, perché in questo modo si sono saldati i milioni necessari a fare spesa e non far tornare indietro le risorse. Il certificatore ha dovuto raggiungere lo stabilimento dell’azienda fornitrice fuori dall’Italia per riuscire affannosamente a chiudere entro fine anno.
Si è lavorato, quindi, poco e si è lavorato male. Invece di investire tempo in una programmazione rispondente ai bisogni e di qualità, si è preferito rincorrere la spesa all’ultimo minuto per coprire i ritardi di una Regione che non riesce a gestire i fondi UE in modo strategico. Il rischio concreto è quello di ritrovarsi con mezzi nuovi che restano fermi nei depositi, mentre i nostri studenti e i cittadini delle aree interne continuano a subire i disagi di un trasporto pubblico inefficiente. Il Molise non può permettersi di sprecare risorse vitali solo per tappare i buchi dell’inefficienza di questa Giunta.”


