“Lo perdono”. Il ragazzo che lo ha picchiato lo ha quasi ucciso, con calci e pugni alla testa e alla faccia, ma le parole di Antonio, 42 anni, che non ha voluto farsi vedere in volto perché ancora scosso, sono di perdono. E’ una persona buona, semplice. Lo abbiamo trovato seduto davanti casa, in piazza a Campodipietra, con un collare e i lividi sullo zigomo ben visibili. Due settimane fa, proprio dove oggi ha parlato con noi, è stato picchiato selvaggiamente senza motivo da un ragazzo abruzzese di 20 anni, evaso dai domiciliari, misura cautelare alla quale era sottoposto in paese. Antonio ha ricordi ancora confusi di quegli attimi di violenza inaudita. Tarda serata. I rumori e le urla in strada, lui che è uscito da casa per vedere, capire. Quel ragazzo che urlava, danneggiava macchine, tra cui una del comune, e colpiva porte. L’aggessione. Pochi brutali attimi e Antontio a terra, ferito gravemente. “Non mi sono reso conto, i calci alla testa, allo zigomo, erano fortissimi,. Lui non lo avevo mai visto prima. E’ stato terribile” da dichiarato.
Antonio sta lentamente tornando alla normalità, circondato dall’affetto di famiglia e compaesani. Lui è grande e grosso, ma nulla ha potuto contro la furia di quel ragazzo più che esagitato. “Se fosse capitato a un bambino o ad uno più esile, sarebbe stata una tragedia” ha detto ancora. “Il 28 gennaio devo tornare in ospedale per una tac e vediamo cosa fare”.
Il 20enne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Dal carcere, al momento, è stato trasferito in Psichiatria al Cardarelli, dove è piantonato, per accertamenti richiesti sul suo stato mentale. In mano ai Carabinieri i video del pestaggio, davvero shoccanti, girati da alcuni ragazzi che erano in una casa di fronte, adolescenti che subito hanno chiamato sindaco e forze dell’ordine. “L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei piccoli centri – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Riccitelli – e sull’efficacia delle misure alternative alla detenzione. L’amministrazione comunale farà tutto il possibile affinché simili eventi incresciosi non accadano più”.
Nel processo, il Comune si costituirà parte civile. “Campodipietra non è Scampia e l’immagine non è questa. Questo ragazzo, che non è nemmeno del posto, si è reso protagonista di un gesto terribile, denunciato da ragazzi adolescenti terrorizzati, che però sono stati di aiuto. E il perdono di Antonio mi inorgoglisce come sindaco” ha concluso


